«Quando non sparano le mafie sono più pericolose»

l’intervista

Martedì fedpol ha pubblicato il rapporto annuale 2020 delle sue attività – Un capitolo di questo documento è stato dedicato alla criminalità organizzata italiana nella Confederazione e, in particolare, alla presenza sul territorio delle cosche di ’ndrangheta – Ne abbiamo parlato con il procuratore capo di Catanzaro Nicola Gratteri e con lo scrittore Antonio Nicaso

 «Quando non sparano le mafie sono più pericolose»
© CdT/Chiara Zocchetti

«Quando non sparano le mafie sono più pericolose»

© CdT/Chiara Zocchetti

La maxioperazione antimafia «Imponimento» del luglio dello scorso anno, coordinata proprio dalla Procura di Catanzaro, ha riguardato direttamente anche la Svizzera. Fedpol, nel suo rapporto annuale, scrive: «L’operazione ha portato alla luce un nuovo modello di business. Le strutture della ’ndrangheta non sono più riprodotte tali e quali in Svizzera. In questo nuovo modello, l’organizzazione criminale sfrutta il territorio elvetico come società d’investimento con a capo imprenditori incaricati di gestire il denaro dell’organizzazione mafiosa». È una lettura corretta?

Nicaso: «Oltre ad avere una grande capacità relazionale, la ’ndrangheta, come tutte le organizzazioni mafiose, è sempre riuscita ad adattarsi all’evoluzione del tempo. Si è sempre detto che la forza di questa organizzazione criminale...

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