Ritiro dall’Afghanistan, Blinken davanti al Congresso

Stati Uniti

La deposizione del segretario di Stato apre una lunga serie di udienze programmate dai parlamentari per far luce sulle ombre che gravano sullla conclusione della missione americana a Kabul

Ritiro dall’Afghanistan, Blinken davanti al Congresso
© AP/Evelyn Hockstein

Ritiro dall’Afghanistan, Blinken davanti al Congresso

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Resa dei conti sull’Afghanistan al Congresso degli Stati Uniti, dove il segretario di stato Antony Blinken è il primo esponente dell’amministrazione Biden ad essere messo sotto torchio per il caotico ritiro da Kabul, lunedì davanti alla commissione esteri della Camera e martedì davanti a quella del Senato. Una deposizione che apre una lunga serie di udienze programmate dai parlamentari repubblicani e democratici per far luce sulle ombre che gravano sulla conclusione della missione americana nel Paese ma pure su due decenni di aiuti militari ed economici cancellati dal ritorno dei talebani al potere.

Una passerella che rischia di minare ulteriormente l’immagine del presidente, che nonostante le polemiche ha difeso strenuamente la sua decisione di mettere fine alla più lunga guerra americana, definendo le operazioni di evacuazione un «grande successo» e sostenendo che il caos «era inevitabile». Ma le audizioni potrebbero essere anche un campo di battaglia più ampio, per un «processo» alla politica fallimentare dei suoi predecessori in quel Paese, da George W. Bush a Barack Obama e Donald Trump, anche se Joe Biden rischia di fare da capro espiatorio per tutti.

Alcuni repubblicani avevano già chiesto le sue dimissioni o il suo impeachment, come pure per la sua vice Kamala Harris e per lo stesso Blinken. Nel mirino dei parlamentari ci sono i nomi di tutti coloro che compongono il suo team per la sicurezza nazionale, ancora loro in attesa di essere convocati: da Jack Sullivan al segretario alla difesa Lloyd Austin e al capo di stato maggiore delle forze armate Mark Milley, che più di altri soffrono l’onta del ritiro da incubo delle truppe Usa da Kabul, con gli ultimi 13 marines morti nell’attentato kamikaze davanti all’ingresso dell’aeroporto Hamid Karzai.

I membri del Congresso hanno preparato una lunga lista di domande sul rapido collasso del governo e dell’esercito afghani, sulle difficoltà nell’evacuazione di oltre 142 mila persone e sulle prospettive per gli americani e gli afghani alleati rimasti nel Paese. I repubblicani puntano il dito sul ritiro, chiedendo perché sono state ritirate le truppe prima delle evacuazioni, perché è stata abbandonata la base di Bagram, perché il governo non ha siglato accordi con i Paesi confinanti per la sorveglianza aerea e le azioni anti terrorismo, cosa è successo all’aeroporto di Kabul nei giorni finali.

I democratici invece si concentrano sui 20 anni di guerra in Afghanistan, nel timore che i rivali trasformino le audizioni in uno show per addossare su Biden tutti gli errori di questo lungo periodo. Dimenticando che il Grand Old Party aveva appoggiato la decisione di Trump per un ritiro ancora più rapido.

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