«Saremo costretti a fumare di nascosto»

MILANO

Ecco cosa pensa il personale degli esercizi pubblici dell’idea di abolire il fumo all’aperto - IL VIDEO

«Saremo costretti a fumare di nascosto»
© CdT/Gabriele Putzu

«Saremo costretti a fumare di nascosto»

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«È difficile mettere in atto un provvedimento del genere: che io sappia in Italia non c’è mai stato», spiega Gamal, 50 anni, attivo in una paninoteca-pizzeria. «E per questa ragione credo non possa essere preso troppo sul serio. Anni fa, per tutelare la qualità dell’aria, il Comune ha introdotto targhe alterne per gli autoveicoli. Poi la misura è stata introdotta sempre meno, in casi straordinari (al pari di altre città italiane) quando le polveri fini hanno superato i livelli massimi. D’altro canto in alcuni esercizi pubblici il Comune ha dato il permesso di fumare il narghilè: tra i giovani di venti-trent’anni è diventata una vera e propria moda, sono tutti in strada a fumare. Basta pagare! In corso Garibaldi se passate qui alla sera i fumatori sono molto numerosi. Questo provvedimento scontenterebbe, certo, tutta la clientela».

«Vietare il fumo all’aperto? Non sono d’accordo, è una privazione della libertà individuale» taglia corto Mia, 22 anni, impiegata in un salone di bellezza e fumatrice al pari di altre sue colleghe. «Se voglio fumare e non posso al chiuso e neppure all’aperto dove fumo? A questo punto sarebbe molto più sensato non mettere più in commercio le sigarette. Fatto sta che anche con questi divieti la gente continuerà a fumare all’aperto».

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