Se il conto della crisi si paga col sangue

Caos in Colombia

La riforma tributaria è solo la goccia che ha fatto traboccare un vaso di malcontento che ha origini lontane – L’escalation di violenza tra manifestanti e forze dell’ordine ha trasformato alcune città colombiane in campi di battaglia – «Ci sono stati più morti nel Paese in questi 8 giorni che in 150 per le proteste in Cile dell’anno scorso» ci racconta il ticinese Cosma Gabaglio, research manager di Innovation For Poverty Action che ha vissuto per anni nel Paese sudamericano

Se il conto della crisi si paga col sangue
© EPA/Ernesto Guzman Jr

Se il conto della crisi si paga col sangue

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L’obiettivo dichiarato: aumentare l’IVA per dare ossigeno all’economia messa in ginocchio dalla pandemia. La realtà dei fatti: far pesare sui ceti più deboli le conseguenze della crisi. Gira tutto intorno alla riforma fiscale annunciata mercoledì scorso dal presidente colombiano Iván Duque l’escalation di violenza tra manifestanti e polizia a cui stiamo assistendo negli ultimi giorni. La cronaca di queste lunghe giornate, con foto e video così cruenti da farci a tratti distogliere lo sguardo dallo schermo, ci restituisce un bollettino a dir poco tragico: almeno 24 morti, tra cui diversi giovani (si pensa che la cifra venga sottostimata), 800 feriti, 89 scomparsi, oltre 400 manifestanti arrestati, attacchi sistematici a giornalisti e fotoreporter (Report Senza Frontiere e Fondazione per la libertà...

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