Sea Watch, «naufragio con 41 dispersi»

Migranti

Centoventi persone si trovavano su un gommone partito dalla Libia giovedì 18 febbraio

Sea Watch, «naufragio con 41 dispersi»
© AP/Matteo Guidelli

Sea Watch, «naufragio con 41 dispersi»

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«Come temevamo, il corpo avvistato da Moonbird su Vos Triton è solo uno fra quelli di almeno altre 41 persone che risultano disperse dopo aver atteso invano i soccorsi. Fra loro 3 bambini e 4 donne, tra cui la mamma del neonato evacuato a Lampedusa». È quanto scrive Sea Watch in un tweet riferendosi al naufragio avvenuto sabato nel Mediterraneo Centrale.

«Il team di Unhcr, presente a Porto Empedocle, in attesa dello sbarco dalla nave mercantile Vos Triton di 77 migranti e rifugiati, ha raccolto testimonianze accurate circa il naufragio avvenuto sabato 20 febbraio nel Mediterraneo Centrale che confermano come almeno 41 persone sarebbero annegate e sono ora disperse», riferiscono Unhcr e Oim.

Centoventi persone, spiegano Unhcr e Oim, si trovavano su un gommone partito dalla Libia giovedì 18 febbraio, fra le quali 6 donne, di cui una in stato di gravidanza, e 4 bambini. Dopo circa 15 ore il gommone ha cominciato ad imbarcare acqua e le persone a bordo hanno provato in ogni modo a chiedere soccorso. In quelle ore, 6 persone sono morte cadendo in acqua mentre altre due, avendo avvistato un’imbarcazione in lontananza hanno provato a raggiungerla a nuoto, annegando.

Dopo circa tre ore la Vos Triton si è avvicinata per effettuare un salvataggio ma nella difficile e delicata operazione moltissime persone hanno perso la vita in mare. Solo un corpo è stato recuperato. Fra i dispersi ci sarebbero, 3 bambini e 4 donne, di cui una lascia un neonato attualmente accolto a Lampedusa.

«Salvare la vita di rifugiati e migranti alla deriva nel Mediterraneo deve tornare ad essere una priorità dell’Unione europea e della comunità internazionale», esortano Unhcr e Oim. Ad oggi sarebbero già circa 160 le vittime del 2021 nel Mediterraneo centrale.

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