Sette i morti nella sparatoria di Milwaukee

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Ad aprire il fuoco nel campus di Molson Coors è stato un dipendente licenziato - Dopo la strage si è tolto la vita

Sette i morti nella sparatoria di Milwaukee
© AP/Morry Gash

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Strage al campus di Milwaukee di Molson Coors, il colosso della birra. Il bilancio è di sette persone morte. L’aggressore è un dipendente licenziato dalla società, un uomo di 51 anni che dopo la strage si è tolto la vita.

L’allarme è scattato nel primo pomeriggio, quando la società ha inviato una email ai dipendenti mettendoli in guardia sulla presenza di un uomo armato nell’edificio 4 al secondo piano. La polizia è giunta sul posto poco dopo le 14.00 ora locale. Il campus è stato immediatamente isolato così come tutte le scuole in prossimità.

«Queste persone sono andate regolarmente al lavoro oggi, come tantissimi altri. Pensavano che al termine della giornata lavorativa sarebbero tornati a casa. Ma tragicamente non torneranno mai», ha affermato il sindaco di Milwaukee, Tom Barrett.

Si è soffermato sulla strage anche Donald Trump, aprendo la conferenza stampa sul coronavirus. Il presidente ha espresso le sue condoglianze e descritto l’aggressore come un «assassino cattivo».

Molson Coors, che opera MillerCoors, ha annunciato nei mesi scorsi l’intenzione di chiudere il suo ufficio di Denver e trasferire decine di posti di lavoro nella sede di Milwaukee. Una riorganizzazione per tagliare i costi per far fronte al calo delle vendite legato alla crescente concorrenza.

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