Shin Bet in campo per sedare le violenze in Israele

Il premier Benyamin Netanyahu si scaglia contro i facinorosi che seminano il panico e ordina al servizio di sicurezza interno di soffocare i fenomeni di anarchia che minaccino le relazioni tra la maggioranza ebraica e la minoranza araba

Shin Bet in campo per sedare le violenze in Israele
©AP Photo/Yuval Chen, Yediot Ahronot, Pool

Shin Bet in campo per sedare le violenze in Israele

©AP Photo/Yuval Chen, Yediot Ahronot, Pool

Sono come «terroristi» i facinorosi arabi ed ebrei che negli ultimi giorni hanno seminato distruzione e paura nelle strade delle città a popolazione mista di Israele, ha tuonato oggi il premier Benyamin Netanyahu.

«Non possiamo accettare i lanci di pietre, né gli spari, né gli incendi di sinagoghe. Quei facinorosi - ha esclamato - per noi sono terroristi». Ieri aveva già anticipato l’intenzione di schierare reparti militari nelle città miste e di mantenere ad oltranza un coprifuoco notturno nella città più violenta, Lod, vicino a Tel Aviv. Oggi ha ordinato allo Shin Bet, il sofisticato ed ultratecnologico servizio di sicurezza interno, di soffocare i fenomeni di anarchia che minacciano le relazioni fra la maggioranza ebraica e la minoranza araba. Poche ore dopo è stato annunciato l’arresto dello sceicco Kamal Khatib, n. 2 del Movimento islamico (frazione settentrionale), una formazione politica massimalista ritenuta vicina a Hamas e alla Turchia. Khatib, secondo la televisione pubblica, è sospettato di aver fomentato disordini.

In questi giorni gli incidenti più gravi sono avvenuti a Lod, Jaffa, Akko (S. Giovanni d’Acri) e nel rione di Sheikh Jarrah, a Gerusalemme est. Hanno in comune l’ingresso organizzato negli ultimi anni in un tessuto urbano prevalentemente arabo di nuclei di ebrei nazionalisti, legati al movimento dei coloni in Cisgiordania. Un’ostilità latente nei loro confronti è adesso esplosa in forma esasperata con sinagoghe date alle fiamme, tentativi di linciaggi di ebrei osservanti e di soldati in divisa. Gli attaccati, in particolare a Lod e a Sheikh Jarrah, hanno chiesto rinforzi ai coloni degli insediamenti dopo essersi resi conto che la polizia non appariva in grado di difenderli. Elementi dell’estrema ebraica sono entrati in azione e nella città di Bat Yam (Tel Aviv) hanno distrutto negozi di proprietà araba e attaccato passanti arabi e giornalisti. Da Lod e da Sheikh Jarrah sono giunte notizie secondo cui facinorosi delle due parti sono già passati dalle sassate e dagli incendi dolosi alle armi da fuoco. Un fenomeno finora sporadico, ma oltremodo allarmante per le autorità.

Dalla polizia si è appreso che finora gli arresti sono stati 800, di cui 600 estremisti ebrei. «La reazione dei leader politici arabi - ha lamentato Netanyahu - è stata finora debole. Tutti devono condannare questa violenza, di arabi contro ebrei o di ebrei contro arabi. Io lo faccio ad alta voce, senza esitare». Appelli alla calma e alla ragionevolezza sono giunti intanto dal capo dello Stato Reuven Rivlin, da leader religiosi e dai capi di consigli regionali, ebrei ed arabi, abituati da anni a lavorare assieme per la prosperità comune.

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