Si chiudono i conti sugli orfanotrofi dell’orrore

Irlanda

Una vicenda su cui molto si è indagato di recente, fino al ritrovamento di fosse comuni come quella di Tuam, nella contea di Galway

Si chiudono i conti sugli orfanotrofi dell’orrore
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Si traduce in un rapporto di 3000 pagine la storia dei maltrattamenti ‘storici’ denunciati in Irlanda fra gli istituti religiosi di suore in cui per decenni vennero recluse tante ragazze madri e i loro figli. Una vicenda su cui molto si è indagato di recente, fino al ritrovamento di fosse comuni come quella di Tuam, nella contea di Galway, e che anche il cinema ha contribuito a svelare in film strazianti come ‘Philomena’.

Il rapporto, frutto delle ultime investigazioni affidate a una commissione indipendente da 5 anni a questa parte, è stato rilasciato oggi per la pubblicazione, infarcito di racconti di esperienze ai limiti dell’orrore, e illustrato per ora a superstiti ed eredi. Domani sarà presentato al Parlamento di Dublino dal premier Michéal Martin, accompagnato da un atto ufficiale di scuse da parte dello Stato, che quegli istituti sovvenzionò a lungo.

In totale si calcola che nella Repubblica d’Irlanda circa 9000 bambini o neonati siano morti negli istituti per ragazze madri dal 1922 al 1998, anno della chiusura dell’ultima struttura del genere, a un ritmo doppio rispetto ai tassi di mortalità generali dell’epoca sull’isola. In molti casi a causa di abbandono, malnutrizione o malattie non trattate.

Vicende analoghe, nel frattempo, sono venute alla luce anche in altri Paesi incluso il Regno Unito (in Scozia in particolare), dalle ceneri di vecchi istituti od orfanotrofi tradizionali gestiti negli anni da istituzioni religiose (cattoliche o di altre chiese), ma pure laiche.

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