Slogan dei pacchetti di sigarette anche su vino, carne e salumi? La proposta è al vaglio

Il caso

Inserita nel «Piano europeo per la lotta contro il cancro» la proposta della Commissione europea ha scatenato una bufera di critiche su più fronti: l’Italia la considera un attacco ai prodotti simbolo del Made in Italy - Rilevate lacune nel testo sui termini «abuso» e «consumo»

Slogan dei pacchetti di sigarette anche su vino, carne e salumi? La proposta è al vaglio
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Delicato. Anzi, delicatissimo il dossier sul tavolo della Commissione europea a Bruxelles. Si chiama «Piano d’azione per migliorare la salute dei cittadini europei». Che vuol dire tutto e niente. Facciamo un po' di chiarezza: avete presente le etichette sui pacchetti di sigarette che riportano quei severi e giusti moniti su quanto il fumo sia nocivo per la salute? Ecco, potrebbe succedere qualcosa di simile anche per il vino, le carni rosse e i salumi. Ma c’è di più. Secondo i commissari di Bruxelles potrebbero essere eliminati i fondi per la promozione di vini e carni rosse perché spesso associati al rischio tumori. Quindi cancerogeni.

Un colpo durissimo per la filiera agroalimentare, verrebbe da dire. E soprattutto per il settore vitivinicolo che sta tuttora subendo enormi perdite causate dalla pandemia e dal conseguente blocco della ristorazione.

Slogan dei pacchetti di sigarette anche su vino, carne e salumi? La proposta è al vaglio

Il piano di von der Leyen

Ma facciamo un passo indietro. Il testo in oggetto è una proposta contenuta nel «Europe’s Beating Cancer Plan» (qui trovate in dettaglio il dossier) ovvero il piano europeo per la lotta contro il cancro presentato il 4 febbraio di quest’anno dalla Commissione europea in occasione della giornata mondiale dedicata alla battaglia contro i tumori. Secondo la presidente della Commissione Ursula von der Leyen, le linee guida politiche fanno riferimento «alla costruzione di una solida Unione europea della salute, basata su un nuovo approccio dell’UE in materia di prevenzione, diagnosi, trattamento e assistenza».

Costruire una solida Unione europea della salute

Oltre i programmi di ricerca da potenziare inseriti nelle quattro macroaree di intervento citate da von der Leyen, viene chiamato in causa anche il consumo di vino e bevande alcoliche, proponendo misure come la revisione della legge europea sulle tasse sulle bevande alcoliche, la riduzione della pubblicità online, la modifica delle etichette dei prodotti e lo stop al «consumo di alcool attraverso programmi di promozione dei prodotti UE». Entrando più nello specifico, il testo prevede che la Commissione proponga «un’indicazione obbligatoria della lista degli ingredienti e delle indicazioni nutrizionali sulle bevande alcoliche entro la fine del 2022 e degli allarmi salutistici entro la fine del 2023» rivedendo anche la «politica di promozione sulle bevande alcoliche».

«Lodevole negli obiettivi, lacunoso nei contenuti»

La proposta contenuta nel nuovo piano europeo ha scatenato una bufera di critiche sul fronte italiano perché vista come una provocazione e un attacco ai prodotti simbolo del Made in Italy. In primis da Coldiretti (ndr. L’associazione mantello dell’agricoltura italiana) che l’ha definita come «una scusante», perché «il giusto impegno della Commissione europea per tutelare la salute dei cittadini non può tradursi in decisioni semplicistiche che rischiano di criminalizzare ingiustamente singoli prodotti, indipendentemente dalle quantità consumate».

L’impegno della Commissione non si può tradurre in decisioni semplicistiche che rischiano di criminalizzare ingiustamente singoli prodotti

Diplomatica, invece, la presa di posizione dell’Associazione europea delle imprese del vino (Ceev) che esprime pieno sostegno all’obiettivo del piano europeo per la lotta contro il cancro, sottolineando che «le aziende vinicole europee continueranno a collaborare con le istituzioni dell’Unione europea per ridurre l’uso dannoso di alcol». Tuttavia – prosegue la Ceev – se da un lato è chiaro che il consumo eccessivo di bevande alcoliche comporta un aumento del rischio di cancro, secondo l’evidenza scientifica bere vino moderatamente non sembrerebbe aumentare il rischio della malattia.

Il consumo eccessivo di bevande alcoliche comporta un aumento del rischio, ma non un uso moderato

Più netta, invece, la risposta dell’Unione italiana vini (Uiv) che considera la comunicazione del piano d’azione della Commissione europea «preoccupante» e «iniqua». «Troviamo fuorviante il principio per il quale il consumo di alcol sia considerato dannoso a prescindere da quantità e tipologia della bevanda. Ma ancora più inique di questa premessa sono le proposte del piano che devono assimilare il consumo di vino al fumo».

Secondo tutti gli operatori del settore, quindi, il documento è lodevole nei contenuti e negli obiettivi, ma nei dettagli presenta criticità da affrontare in maniera più approfondita.

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