«Sono Dio» e spara: strage alla scuola 175 di Kazan

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Un 19.enne ha fatto irruzione nell’istituto scolastico situato 800 chilometri a est di Mosca, sparando su alunni e personale - Almeno nove i morti: sette studenti fra i 13 e 15 anni, un’insegnante e un’impiegata - Putin ha subito ordinato regole più rigide sull’uso di armi da fuoco da parte dei civili

«Sono Dio» e spara: strage alla scuola 175 di Kazan
© AP/Dmitri Lovetsky

«Sono Dio» e spara: strage alla scuola 175 di Kazan

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Un giovane armato ha fatto irruzione in una scuola in Russia e ha compiuto una strage sparando a bambini e ragazzini prima di essere arrestato dalla polizia. Il bilancio è di almeno nove morti: tra le vittime ci sono sette studenti, probabilmente fra i 13 e i 15 anni, una insegnante e un’impiegata dell’istituto. I feriti sono invece 21, compresi otto bambini ricoverati in ospedale in gravi condizioni.

La tragedia è avvenuta stamattina nella scuola 175 di Kazan, la capitale del Tatarstan, che sorge circa 800 chilometri a est di Mosca. Secondo alcuni media, si tratterebbe della stessa scuola una volta frequentata dal killer.

Le autorità non hanno rivelato il nome dell’assalitore ma il governatore del Tatarstan, Rustam Minnikhanov, ha detto che si tratta di un 19.enne che aveva «un’arma ufficialmente registrata a suo nome» e Putin ha subito ordinato regole più rigide sull’uso delle armi da parte dei civili.

I media russi, compresa la tv di Stato, hanno pubblicato un video in cui si vede un ragazzo a torso nudo e apparentemente legato in una cella che viene interrogato e dice di aver «sempre odiato tutti» e di essersi «reso conto di essere Dio».

Secondo i giornalisti, si tratterebbe proprio dell’omicida ma questa informazione non è confermata. L’aggressore avrebbe avuto inoltre un account su Telegram in cui si chiamava ‘‘Dio’’ e diceva che voleva uccidere «un gran numero» di persone prima di spararsi. La BBC riporta che alcuni screenshot estratti dal suo account, poi bloccato, mostrano un giovane con una mascherina nera con la sopra la parola ‘‘dio’’ scritta in rosso.

La tragedia che ha scosso il Tatarstan e tutta la Russia è iniziata attorno alle 9.20 di questa mattina. Circa cinque minuti dopo, qualcuno ha premuto il pulsante di allarme nella scuola. «Tutti hanno cominciato ad andare in panico e a gridare ‘‘chiudete le porte’’», ha raccontato uno studente alla testata online MediaZona.

«Siamo usciti circa 15 minuti dopo, non dalle finestre. Volevo fare così, ma l’insegnante ha chiuso immediatamente la finestra e ha detto di no». Alcuni testimoni hanno affermato che dei ragazzini si sarebbero gettati dalle finestre della scuola per sfuggire all’assalitore: la tv russa sostiene che due siano morti dopo essersi lanciati dal secondo piano dell’edificio.

Alcuni studenti e alcuni insegnanti hanno inoltre riferito a Radio Liberty di aver sentito una forte esplosione prima degli spari. I giornali russi inizialmente avevano riferito che gli assalitori erano due e che uno di loro era stato ucciso dalla polizia, ma la notizia è stata poi smentita dalle autorità.

Pare, come sostiene il deputato Aleksandr Khinshteyn, che l’aggressore avesse ricevuto il porto d’armi per un fucile semiautomatico meno di due settimane fa. Secondo alcuni media avrebbe sparato con lo stesso modello di arma utilizzato dal giovane che tre anni fa uccise 20 persone in una scuola in Crimea, la penisola sul Mar Nero occupata dalla Russia, prima di suicidarsi in una strage che allora fu paragonata a quella di Columbine.

L’ordine urgente di Putin

È proprio «tenendo conto dell’arma» utilizzata nell’attacco di oggi, che Putin «ha dato ordine di elaborare con urgenza una nuova disposizione sui tipi di arma che possono essere in mano ai civili». «Il fatto - ha spiegato il Cremlino - è che a volte come armi da caccia vengono registrati dei modelli di arma da tiro che in alcuni Paesi sono usati come fucili d’assalto».

Tra le nove persone che hanno perso la vita oggi c’è una giovane insegnante di inglese di 25 anni. La Tass racconta che sia morta cercando di salvare un bambino e di bloccare l’assassino. Domani in Tatarstan è giorno di lutto.

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