Spagna a rischio: perplessità sulla decisione

Il caso

La situazione dei contagi è seria solo nelle quattro regioni del nord - Nelle altre Comunità autonome l’indice di accumulazione è decisamente sotto il limite dei 60 contagi per centomila abitanti

 Spagna a rischio: perplessità sulla decisione
©AP Photo/Alvaro Barrientos

Spagna a rischio: perplessità sulla decisione

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Ha suscitato perplessità e incredulità in Spagna la decisione della Confederazione di dichiarare l’intera Spagna zona a rischio per il coronavirus, con le sole eccezioni delle Isole Canarie e Baleari. Perplessità e incredulità per i criteri arbitrariamente e contraddittoriamente applicati. Secondo l’Ordinanza federale sui provvedimenti per combattere il coronavirus (COVID-19) nel settore del traffico internazionale viaggiatori, «le persone che entrano in Svizzera e che in un momento qualsiasi nei 14 giorni precedenti l’entrata hanno soggiornato in uno Stato o una regione con rischio elevato di contagio da coronavirus SARS-CoV-2 (...) sono obbligate a recarsi direttamente presso il proprio domicilio o un altro alloggio adeguato immediatamente dopo l’entrata. Devono soggiornarvi ininterrottamente per dieci giorni a decorrere dalla loro entrata (quarantena)» (art. 2). Per determinare se un Paese o una regione siano o meno a rischio, fa stato l’indice di accumulazione dei casi di contagio. L’ordinanza stabilisce infatti che vi è un rischio elevato di contagio da coronavirus se «nello Stato o nella regione in questione il numero dei nuovi contagi per 100.000 persone è superiore a 60 negli ultimi 14 giorni». Il Ministero spagnolo della sanità pubblica ogni giorno i dati sull’evoluzione della pandemia a livello globale e per singole Comunità autonome (regioni). Il numero dei casi di contagio per 100 mila abitanti negli ultimi 14 giorni è stato pari a 71,4 per l’intera Spagna, quindi superiore a 60. Ma la situazione è diversissima tra Comunità e Comunità e le Isole Baleari, patria della movida, che per Berna non richiedono quarantena per chi rientra da lì in Svizzera, hanno un indice di accumulazione superiore a quello di altre 10 delle 17 regioni spagnole: le Baleari sono infatti a 36,02 contagi ogni 100 mila abitanti nelle ultime due settimane, mentre Andalusia (20,22), Asturie (10,85), Canarie (6,55), Cantabria (27,88), Castilla La Mancha (22,78), Castilla y León (28,26), Valencia (34,05), Estremadura (17,05), Galizia (11,93) e La Rioja (26,83) hanno situazioni decisamente migliori e più sotto controllo. L’Andalusia, ad esempio, con una popolazione come quella dell’intera Svizzera (8,4 milioni di abitanti), ha avuto finora solo 15.839 casi di contagio complessivamente dall’inizio dell’emergenza sanitaria da coronavirus (nel nostro Paese 35.927) e 1.437 decessi (uno solo nell’ultima settimana; in Svizzera 1.706 morti finora). Ieri, martedì 4 agosto, i nuovi casi di contagio nella Comunità del sud sono stati 109. L’indice per l’intera Spagna superiore al limite dei 60 nuovi contagi per centomila abitanti negli ultimi 14 giorni è determinato esclusivamente dalle quattro regioni settentrionali al confne con la Francia, dove effettivamente la situazione è molto problematica e dove si è in presenza (almeno in tre di esse) di una vera seconda ondata: l’Aragona è addirittura a quota 566,14, la Catalogna a 158,15, la Navarra a 149,65 e i Paesi Baschi (88,96). Le prime tre sono in effetti le Comunità autonome altamente sconsigliate ad esempio dalla Germania ai suoi cittadini che si recano in Spagna. Sopra il limite dei 60 nuovi contagi per centomila abitanti negli ultimi 14 giorni c’è ancora soltanto la Comunità di Madrid (66,20). Da questi dati derivano, come detto, le perplessità verso la decisione odierna della Confederazione, dettata probabilmente da una scarsa conoscenza e da uno scarso approfondimento dei dati epidemiologici della Spagna, con una generalizzazione da un lato e distinzioni arbitrarie tra regione e regione dall’altro lato.

La tabella fornita dal Ministero della Sanità pubblica spagnolo.
La tabella fornita dal Ministero della Sanità pubblica spagnolo.
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