«Sport e politica non vanno mescolati»

il caso

L’UEFA ha parzialmente accolto la protesta della Russia sulla maglietta ucraina: lo slogan «Gloria ai nostri eroi», utilizzato nelle proteste del 2014, dovrà essere rimosso dalla tenuta perché «chiaramente politico»

«Sport e politica non vanno mescolati»
© Federazione calcistica dell’Ucraina

«Sport e politica non vanno mescolati»

© Federazione calcistica dell’Ucraina

Martedì la Russia aveva presentato una protesta presso l’UEFA riguardo la maglia che l’Ucraina utilizzerà agli Euro 2020. Il motivo? Nella mappa stilizzata sul petto dei giocatori è presente anche la Crimea, territorio conteso fra i due Paesi, e sulla tenuta sono presenti due slogan: «Gloria all’Ucraina» e «Gloria ai nostri eroi». Quest’ultimo, fra l’altro, sarebbe stato usato durante le proteste anti-russe del 2014.

Dopo aver preso atto della protesta e aver inizialmente difeso la maglietta ucraina («è conforme al regolamento») l’UEFA è tornata parzialmente sui propri passi: alla nazionale giallo-blu è stato ordinato di rimuovere lo slogan «Gloria ai nostri eroi», ritenuto «chiaramente di natura politica».

La soddisfazione di Mosca

Mosca si è detta «soddisfatta» della decisione dell’UEFA: ««Lo sport non è un campo di battaglia, ma un luogo di competizione; non è un’arena politica ma atletica. Siate eroi sportivi e avrete gloria: non è con slogan nazionalistici che onorerete la patria», ha detto la portavoce della diplomazia russa, Maria Zakharova, reagendo su Telegram alla decisione dell’organismo calcistico europeo.

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