Staminali, ora è possibile sequenziare quelle tumorali

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La tecnica è stata descritta sulla rivista Nature Communications ed è stata perfezionata per le leucemie dal Laboratorio europeo di biologia molecolare, ma potrebbe essere il banco di prova per altre forme di tumore

Staminali, ora è possibile sequenziare quelle tumorali
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È stato messo a punto un metodo per individuare e sequenziare le cellule staminali dei tumori, le più sfuggenti e pericolose. La tecnica, descritta sulla rivista Nature Communications, è stata perfezionata per le leucemie dal Laboratorio europeo di biologia molecolare (EMBL) di Heidelberg e dal Centro di regolazione genomica (CRG) di Barcellona, ma potrebbe essere il banco di prova per altre forme di tumore.

Molti tessuti tumorali sono fatti di cellule che si dividono rapidamente, con una limitata capacità di auto-rinnovamento. Il che significa che buona parte di loro smette di riprodursi dopo un certo numero di divisioni. Le cellule staminali tumorali invece possono replicarsi all’infinito, riescono ad eludere la chemioterapia e sono difficili da isolare.

I ricercatori sono riusciti a superare il problema con MutaSeq, un metodo che permette di distinguere le cellule staminali tumorali da quelle tumorali mature e dalle altre cellule staminali sane, sulla base della loro genetica.

«MutaSer funziona come i tamponi molecolari PCR per il coronavirus, ma in modo un po’ più complesso e con una singola cellula come materiale di partenza», spiega Lars Velten, autore dello studio. Per capire se la singola cellula è una staminale, i ricercatori hanno usato MutaSeq per misurare migliaia di RNA contemporaneamente. Per determinare poi se era sana o tumorale, hanno fatto un ulteriore sequenziamento e cercato delle mutazioni. In questo modo sono riusciti a capire se le staminali erano cancerose o sane e individuare anche le caratteristiche tipiche delle staminali tumorali.

I ricercatori stanno ora lavorando per semplificare il metodo, in modo da identificare i bersagli specifici dei farmaci per le staminali tumorali, e rendere più semplici le terapie, proprio come i test del coronavirus.

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