Sterilgarda introduce l’obbligo del Green Pass: la rabbia dei no-vax

Il caso

L’azienda da settembre attribuirà mansioni diverse o lascerà a casa senza stipendio i dipendenti che non si sottoporranno all’iter vaccinale

Sterilgarda introduce l’obbligo del Green Pass: la rabbia dei no-vax
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Sterilgarda introduce l’obbligo del Green Pass: la rabbia dei no-vax

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Niente Green Pass? D’accordo, allora da settembre ricoprirai un incarico diverso rispetto a quello consueto o, peggio, rimarrai a casa senza stipendio. È la decisione, drastica, comunicata da Sterilgarda ai suoi dipendenti. L’azienda di Castiglione delle Stiviere, nel Mantovano, è fra le prime produttrici di latte in Italia e dà lavoro a oltre 300 persone. La comunicazione interna, va da sé, è finita sui social. Scatenando le polemiche dei no-vax e (categoria nuova) no-Green Pass, decisi più che mai, ora, a boicottare i prodotti Sterilgarda.

«A chi risulterà privo di Green Pass per la mancata sottoposizione all’iter vaccinale verranno attribuite mansioni diverse da quelle normalmente esercitate e tali da escludere rischi di contagio per contatti con altri dipendenti, con erogazione della relativa retribuzione» si legge nella comunicazione, firmata dal presidente del consiglio d’amministrazione Fernando Sarzi. «Qualora la modifica della mansione non sia possibile o esponga altri dipendenti collaboratori alla medesima situazione di rischio, il lavoratore non verrà ammesso in azienda con sospensione della retribuzione sino alla ripresa dell’attività lavorativa».

La decisione, drastica, è così motivata: «È convinzione di Sterilgarda che gli strumenti di contenimento della pandemia, in primis i vaccini, siano e saranno fondamentali per evitare la reintroduzione di misure restrittive della libertà personale e per lo svolgimento delle attività economiche». E ancora: «La società ritiene che l’esibizione di un Green Pass valido per l’accesso al sito lavorativo rientri anche tra gli obblighi di diligenza, correttezza e buona fede su cui si fonda il rapporto di lavoro».

La pagina dell’azienda su Facebook è stata presa di mira da centinaia di persone contrarie al vaccino. Persone che, dicevamo, hanno annunciato un boicottaggio dei prodotti Sterilgarda. Detto delle polemiche, è bene ribadire – come ha fatto l’azienda mantovana – che «la normativa in vigore prevede già per molte categorie di lavoratori la somministrazione obbligatoria di vaccini quali quello contro il tetano, contro l’epatite B e il vaccino antitubercolare» e, di nuovo, che «la sottoposizione alla vaccinazione costituisce anche uno strumento etico di rispetto e tutela dei lavoratori e delle loro famiglie, oltre che di tutti coloro (lavoratori e non) che si trovano a dover già convivere con situazioni patologiche incompatibili con la somministrazione del vaccino».

Dopo l’ondata di sdegno, Sterilgarda (sempre sui social) ha pubblicato un nuovo comunicato, firmato ancora da Fernando Sarzi, nel quale ribadisce di essere «fortemente rammaricata dal travisamento delle proprie intenzioni» e che «in nessuna parte del testo si è mai minacciato di licenziare alcuno. Abbiamo fatto presente che il diritto alla salute dei dipendenti e delle loro famiglie deve essere salvaguardato al pari del diritto al lavoro di ognuno». L’azienda avvierà una discussione con i rappresentanti sindacali e con il medico del lavoro «proprio per valutare meglio con tutti gli interessati il miglior percorso da intraprendere perché nessuno debba subire un abuso o una lesione. Tutto questo in attesa che il governo e le parti sociali prospettino una soluzione concordata che la nostra società, come fatto finora, si adopererà immediatamente ad applicare».

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