«Sul Ponte di Genova non ci passerei neanche se fossi una formica»

la rivelazione

La frase è stata scritta nel 2015 da Emanuele De Angelis, responsabile dei progetti di consolidamento del ponte Morandi

«Sul Ponte di Genova non ci passerei neanche se fossi una formica»
© EPA/LUCA ZENNARO

«Sul Ponte di Genova non ci passerei neanche se fossi una formica»

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«Non ci passerei neanche se fossi una formica»: questa frase è contenuta in una mail scritta nel 2015 da Emanuele De Angelis, dipendente Spea e responsabile di quei progetti di consolidamento del ponte Morandi progettato nel 2017 e mai realizzato. Lo anticipano le edizioni locali dei quotidiani italiani Repubblica e Secolo XIX.

De Angelis, tra i 69 indagati per il crollo del 14 agosto 2018, secondo la Guardia di Finanza italiana «si riferisce verosimilmente al vero viadotto Polcevera». L’aggettivo «vero» si spiega in quanto la mail di De Angelis è una risposta alla provocazione di un dipendente di Autostrade per l’Italia (Aspi) Matteo De Santis (anche lui indagato) il quale il 15 luglio 2015 manda a De Angelis, a Massimo Meliani e ad altri di Autostrade la foto di un ponticello provvisorio su un torrente. Come didascalia De Santis scrive: «ma ci voleva tanto a fare il progetto di rinforzo degli stralli del Polcevera?».

Come ricostruiscono i finanzieri italiani nella loro annotazione finita agli atti «è evidente che la mail ha un tono scherzoso e goliardico, la foto non c’entra nulla con il viadotto Polcevera e il ponticello lo ricorda solo per il disegno del ponteggio dei tubi innocenti che assomiglia ai sistemi bilanciati».

Per i militari italiani, però, appare rilevante la risposta successiva di De Angelis che, riferendosi verosimilmente al vero viadotto Polcevera, commenta: «Comunque non ci passerei neanche se fossi una formica». La mail finita gli atti è stata ritrovata nel pc sequestrato a Meliani.

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