Terroristi fanno una strage in chiesa

Attacco

Orrore in Burkina Faso: gli uomini armati hanno massacrato un pastore protestante e 23 fedeli che assistevano alla funzione domenicale

Terroristi fanno una strage in chiesa
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Ancora una chiesa sotto il tiro dei jihadisti che in Burkina Faso hanno massacrato un pastore protestante e 23 fedeli che assistevano alla funzione domenicale. Nessuna rivendicazione, ma pochi dubbi sulla matrice dell’attacco nel villaggio di Pansi, provincia di Yagha, nel nord del Paese che condivide una frontiera comune con il Niger e il Mali dove l’insorgenza jihadista ha basi e santuari.

Il governatore regionale, colonnello Salfo Kabore, ha dato la notizia parlando di «terroristi armati» che hanno «attaccato la pacifica popolazione locale dopo averla identificata e separato i residenti dai non residenti». Un numero imprecisato di persone sono state rapite e 18 sono rimaste ferite, mentre centinaia di abitanti sono fuggiti verso la vicina città di Sebba. Il sindaco del dipartimento di Boundore, sempre nella provincia di Yagha, ha reso noto che gli attaccanti hanno saccheggiato i negozi del villaggio rubando olio e riso e costringendo tre giovani rapiti a trasportarli sulle loro moto.

Gli attacchi contro chiese e cristiani sono diventati sempre più frequenti nel nord del Burkina Faso e la violenza è cresciuta drammaticamente nel Paese, una volta pacifico. Gli attacchi contro i civili, riporta Al Jazeera citando alcuni analisti, sono aumentati a un «tasso allarmante». Oltre agli attacchi contro i cristiani, i terroristi uccidono come rappresaglia per le azioni delle forze di sicurezza contro i jihadisti, ha osservato Corinne Dufka, direttore dell’area Africa occidentale di Human Rights Watch.

In un altro episodio di violenza e sempre nel nord del Paese - hanno reso noto fonti delle forze di sicurezza - sono morti cinque soldati. I militari sono rimasti uccisi nell’esplosione di un ordigno artigianale al passaggio del veicolo sul quale viaggiavano.

Solo una settimana fa, sempre nella provincia di Yagha, un pastore in pensione è stato assassinato e un altro rapito da un gruppo di uomini armati. E sempre a quanto riportato da Al Jazeera, nel 2019 più di 1’300 civili sono stati uccisi nel corso di attacchi terroristici, sette volte più che nel 2018. Una situazione di insicurezza che ha creato una crisi umanitaria in uno dei Paesi più poveri del mondo: gli sfollati che hanno bisogno di assistenza sono 760.000.

Intanto in Camerun il ministero della Difesa ha ridimensionato l’entità di una strage di civili resa nota ieri nell’anglofona Regione del nord-ovest del Paese africano a maggioranza francofona e l’ha spiegata come «l’effetto collaterale» di un’operazione di sicurezza in cui sono stati uccisi sette «terroristi» ma, a causa «dell’esplosione di contenitori di carburante», sono morti anche «una donna e quattro bambini».

In un comunicato, il dicastero smentisce quindi quanto sostenuto da fonti dell’opposizione rilanciate dall’Onu che avevano parlato di «uomini armati» che avevano ucciso 22 civili, tra cui 14 bambini.

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