«Ti do appuntamento nel metaverso»

Tecnologia

Tinder e Bumble stanno spingendo per offrire agli utenti nuove forme di interazione, fra monete digitali e opere NFT – Che ne sarà della voglia di conoscersi anche nel mondo reale?

«Ti do appuntamento nel metaverso»
© Shutterstock

«Ti do appuntamento nel metaverso»

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Quasi tutti le conoscono, molti le utilizzano. E ne traggono, va da sé, beneficio. Parliamo delle cosiddette dating apps. Tinder e Bumble, nello specifico. Entrambe – leggiamo – sono pronte a sbarcare nel metaverso. O, meglio, stanno cercando di capire come sfruttare ulteriormente il rapporto fra il mondo virtuale e quello reale. L’amore (occasionale) corre veloce in rete. E nessuno vuole rimanere indietro.

Gli sviluppi sono molteplici. Da un lato, riguardano il possibile utilizzo di criptovalute. Dall’altro, comprendono avatar e luoghi, appunto, virtuali. Dove incontrarsi, conoscersi, scambiare quattro chiacchiere e lanciarsi occhiate compiaciute. L’orizzonte degli incontri, dunque, è in pieno fermento. Lo stesso dicasi per le due società alle spalle di Tinder e Bumble, che puntano a nuove forme di guadagno.

Al pianobar o al parco
Tinder, in questo senso, è già piuttosto avanti rispetto all’avversario. Basti pensare a Explore, un’interfaccia «che permette agli utenti di andare oltre il classico swipe» ha affermato Shar Dubey, l’amministratrice delegata di Match Group, la società-madre, riferendosi al gesto attraverso il quale è possibile manifestare le proprie preferenze sull’app. Il lancio era avvenuto lo scorso settembre.

Parallelamente, in alcuni mercati (anche europei) Tinder sta testando le citate monete digitali, un mezzo per acquistare servizi premium ma anche una ricompensa qualora l’utente si comportasse bene.

Infine, la compagnia sta lavorando a un nuovo concetto chiamato Singletown. L’idea, per ora, è confinata ad alcune università di Seoul. Parentesi: la capitale della Corea del Sud è stata la prima, fra le grandi città, ad annunciare il suo ingresso nel metaverso. Singletown, ad ogni modo, è uno spazio virtuale in cui i vari avatar possono incontrarsi. Al bar come al parco.

Le combinazioni con il mondo reale sono, è evidente, innumerevoli. Dubey, a tal proposito, ha citato l’esempio di un pianobar. Spazio digitale, quindi finto, emozioni e suoni reali visto che a suonare – da casa – sarebbero gli utenti. C’è chi si è spinto oltre, preconizzando pure rapporti sessuali a distanza.

Bumble, per contro, finora si è limitato a dire che sono al vaglio nuove idee e soluzioni. L’obiettivo? Ampliare il concetto di identità nel metaverso.

La ciliegina sulla torta
Le app per appuntamenti hanno un vantaggio competitivo non indifferente. Il pubblico di riferimento, infatti, è giovane e – complice un’elevata conoscenza della tecnologia – aperto tanto alle innovazioni quanto a nuove forme di interazione. Allo stesso tempo, le particolarità del metaverso, che promette connessioni fra persone in tempo reale, anche faccia a faccia, si sposano alla perfezione con le caratteristiche di Tinder, Bumble e compagnia. Chiamatela tempesta perfetta. Non solo, a mo’ di ciliegina sulla torta potrebbero sbucare perfino gli NFT, i Non-Fungible Token. La nuova frontiera delle opere digitali.

Un vantaggio non indifferente che, tuttavia, queste app dovranno riuscire a mantenere o, ancora meglio, a riadattare al nuovo corso. Pena: finire nel dimenticatoio. Già, perché nel vastissimo metaverso in via di definizione le persone – pardon: gli avatar – avranno tempo e modo di incontrarsi (virtualmente) anche al di fuori di uno spazio dedicato apposta agli incontri.

La domanda, dopo quanto visto, sorge spontanea: se dovesse scattare qualcosa fra due persone, il passo successivo sarà ancora quello di incontrarsi e conoscersi, davvero, anche nel mondo reale? O la comodità e la bambagia del metaverso avranno, ahinoi, la meglio?

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