Tiger Woods è «vivo per miracolo»

Incidente

Il timore è che la carriera del golfista americano sia a rischio

Tiger Woods è «vivo per miracolo»
© AP/Ringo H.W. Chiu

Tiger Woods è «vivo per miracolo»

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«Vivo per miracolo». Le parole dei primi soccorritori giunti sul luogo dell’incidente d’auto che ha coinvolto Tiger Woods non lasciano dubbi su quanto il campionissimo del golf mondiale sia stato fortunato.

Una sbandata paurosa e il Suv che, ribaltandosi più volte, è finito prima sulla corsia opposta della carreggiata e poi fuori strada, finendo la sua corsa impazzita su un terreno roccioso. A salvare Woods molto probabilmente la cintura di sicurezza e l’abitacolo rimasto intatto nonostante le immagini mostrino un groviglio di lamiere.

Ma, fugate le paure per la sua vita, il timore è ora che questo episodio possa segnare davvero la fine della gloriosa carriera del più celebre golfista al mondo. La gamba destra, dai dettagli resi noti dallo stesso Woods sul suo profilo Twitter, ha subito danni seri, con molteplici fratture e le ossa che in un paio di punti sono fuoriuscite dalla pelle.

Nella lunga operazione chirurgica gli è stata inserita una placca di titanio per ricomporre le fratture della tibia e sono state usate viti e perni per le fratture del piede e per stabilizzare l’anca. Difficile prevedere quale sarà e quanto durerà il recupero.

Certo una mazzata per il già acciaccato Tiger, che a gennaio si era sottoposto all’ennesima operazione alla schiena e che in una delle ultime interviste sognava di tornare a gareggiare in aprile nel Masters, vinto l’ultima vota nel 2019. Un’impresa epica quella, seguita ad un lungo stop per un altro intervento alla schiena, quando in molti lo davano già per finito. La schiena, il suo punto debole: in tutto cinque le operazioni subite negli ultimi anni, più altre tre alle ginocchia.

Intanto i primi accertamenti confermano come la causa dell’incidente sia stata con molta probabilità l’alta velocità in un tratto di strada in cui a causa di una curva in discesa gli incidenti sono molto frequenti. Non ci sono prove, ha spiegato l’ufficio dello sceriffo della contea di Los Angeles, che Woods fosse in stato di alterazione per l’uso di alcol, di droghe o di altre sostanze.

Anzi, appena arrivati i soccorsi il campione appariva «lucido e calmo» e avrebbe anche chiesto di avvertire un suo assistente perché venisse a ritirare gli effetti personali. Insomma, Tiger aveva solo fretta perché in ritardo ad un appuntamento, come sembra confermato da alcuni testimoni che lo hanno visto schizzare via dal parcheggio dell’albergo, urtando quasi un’altra auto.

Sui social una pioggia di auguri per il campionissimo, bipartisan. «Rimettiti presto, sei un vero campione!», quelli dell’amico Donald Trump. Ma tra i suoi ammiratori anche Barack Obama: «Mai dare per finito Tiger! E’ il più grande di tutti i tempi».

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