Tikhanovskaya nella lista dei ricercati

Bielorussia

La principale oppositrice di Lukashenko è braccata perché «reca danno alla sicurezza nazionale»

Tikhanovskaya nella lista dei ricercati
© EPA/JAKUB GAVLAK

Tikhanovskaya nella lista dei ricercati

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La leader dell’opposizione bielorussa Svetlana Tikhanovskaya è stata inserita nell’elenco dei ricercati in Bielorussia, perchè «reca danno alla sicurezza nazionale». Lo riporta la Tass, citando una fonte delle forze dell’ordine.

Contro l’ex candidata alla presidenza «è stato emesso un mandato di arresto interstatale - ha spiegato la fonte - in base alla clausola 361 del codice penale della Bielorussia», che riguarda, appunto, il danno alla sicurezza nazionale. Ciò significa che, in base ad accordi bilaterali, il mandato è valido anche in Russia.

In precedenza, le forze dell’ordine avevano affermato che nessun procedimento penale era stato avviato contro Svetlana Tikhanovskaya in Russia, ma in base ad accordi bilaterali - riferisce ancora la Tass - il suo nome figura comunque nel database dei mandati d’arresto russi.

L’ ex candidata alla presidenza non ha mai cessato, dal suo ‘autoesilio’ in Lituania, di esortare i bielorussi a continuare la protesta contro il regime e per nuove elezioni. Quelle del 9 agosto, che avevano confermato al potere con oltre l’80% dei voti e tra sospetti di brogli, Aleksander Lukashenko, sono state disconosciute da buona parte della comunità internazionale.

Nella sua prima conferenza stampa dopo la fuga, il 21 agosto 2020, Tikhanovskaya ha affermato che i bielorussi «non accetteranno mai la leadership» di Lukashenko e che intende tornare in Bielorussia «quando mi sentirò al sicuro lì». In un video diffuso su YouTube ha anche invitato i bielorussi a continuare a scioperare.

Durante il primo periodo post-elettorale, le manifestazioni si sono moltiplicate in feroci scontri tra i manifestanti e la polizia. Il 19 agosto, l’ufficio del procuratore generale della Bielorussia ha avviato un procedimento penale contro il Consiglio di coordinamento dell’opposizione, accusandolo di incitazione alla rivolta e danno alla sicurezza nazionale.

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