Tikhanovskaya, «Siamo pronti a protestare per anni»

Bielorussia

La leader dell’opposizione, in un’audizione alla commissione Affari esteri del Parlamento Ue: «Non saremo più ostaggi di Lukashenko»

Tikhanovskaya, «Siamo pronti a protestare per anni»
©EPA/Piotr Nowak POLAND OUT

Tikhanovskaya, «Siamo pronti a protestare per anni»

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«Continueremo a protestare per settimane, mesi, anche anni, se necessario. Non saremo più ostaggi di Lukashenko, non vivremo più nelle sue prigioni, non torneremo più nello stato in cui abbiamo versato per ventisei anni». Così la leader dell’opposizione bielorussa, Svetlana Tikhanovskaya, in un’audizione alla commissione Affari esteri del Parlamento Ue.

«Quando guardate me e tutte queste persone dovete capire che per ventisei anni abbiamo vissuto in dittatura, abbiamo avuto paura ogni giorno», ha detto Tikhanovskaya mostrando la foto di una protesta pacifica a Minsk. «Non è una rivoluzione geo-politica, a favore o contro la Russia o a favore o contro l’Ue. E’ una rivoluzione democratica per la Bielorussia», ha sottolineato.

La rivoluzione bielorussa «sta accadendo nel 2020 nel bel mezzo del Continente europeo», ha proseguito Tikhanovskaya, facendo appello agli eurodeputati affinché sostengano «il popolo bielorusso» nelle richieste su «l’illegittimità di Lukaschenko, la liberazione dei prigionieri politici, l’introduzione di sanzioni contro chi si è reso colpevole della falsificazione delle elezioni e della repressione politica», nonché «eventuali procedure penali contro chi si è reso colpevole di torture e violenze sessuali».

L’oppositrice ha ringraziato il Parlamento Ue per la risoluzione approvata a larga maggioranza la scorsa settimana a sostegno delle proteste di piazza. «Fare sentire la propria voce per i diritti umani e la democrazia non è un’interferenza nelle questioni nazionali di un Paese», ha sottolineato l’oppositrice, che ha poi chiesto all’Ue di «cooperare» con i cittadini bielorussi «verso nuove elezioni libere, democratiche e trasparenti».

«Insieme - ha concluso - possiamo creare una nuova Bielorussia che venga ammirata nel mondo. Noi siamo e saremo uniti perché è in gioco il nostro futuro».

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