Tong Ying-kit condannato a 9 anni di carcere

Hong Kong

L’attivista pro democrazia è il primo caso di applicazione della nuova legge sulla sicurezza nazionale imposta da Pechino

Tong Ying-kit condannato a 9 anni di carcere
© AP/Vincent Yu

Tong Ying-kit condannato a 9 anni di carcere

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Tong Ying-kit, l’attivista pro democrazia di Hong Kong, è stato condannato a 9 anni di carcere: il suo è il primo caso di applicazione della nuova legge sulla sicurezza nazionale imposta da Pechino sull’ex colonia a giugno 2020.

L’uomo era stato riconosciuto colpevole martedì di terrorismo e di incitamento alla secessione per aver sventolato una bandiera nera con uno slogan molto popolare durante una manifestazione anti-governativa.

Tong, ex cameriere di 24 anni, ha rischiato il carcere a vita: è stato riconosciuto colpevole martedì per le accuse di terrorismo dopo aver guidato una moto contro tre agenti di polizia e per incitamento alla secessione dopo aver sventolato una bandiera di protesta nera con lo slogan «Liberate Hong Kong, rivoluzione dei nostri tempi», durante le manifestazioni tenute il primo luglio del 2020, il giorno dopo l’entrata in vigore della legge sulla sicurezza nazionale.

Il suo processo è visto come un momento spartiacque dagli attivisti pro-democrazia e dai gruppi per i diritti umani, nonché come un gravissimo attacco e allontanamento dalle tradizioni del common law di Hong Kong, poiché è stata negata la cauzione e un processo con giuria visto che il caso è stato deciso da tre giudici scelti dalla governatrice Carrie Lam per giudicare i crimini di sicurezza nazionale. Ed è stata anche una vicenda sulle limitazioni della libertà di parola nell’ex colonia britannica: l’accusa e la difesa hanno discusso sul significato dello slogan che era onnipresente nelle proteste di massa di Hong Kong del 2019.

Per il capo di accusa di terrorismo la condanna è stata 8 anni di reclusione, mentre per l’incitamento alla secessione è stata quantificata in 6,5 anni: tuttavia, i giudici hanno osservato parte della pena poteva essere scontata in maniera contestuale, portando al totale di nove anni di carcere.

Più di 60 persone sono state accusate ai sensi della legge sulla sicurezza nazionale, inclusi alcuni dei più noti attivisti per la democrazia della città come Jimmy Lai, proprietario del quotidiano Apple Daily, chiuso a giugno. La maggior parte è ora in carcere ed è in attesa di processo.

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