Trump: «L’Italia è in difficoltà, valuteremo se bloccare i voli»

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Il presidente statunitense assicura che i rischi per gli americani «restano molto bassi» - Caso anomalo in California - Primo contagio anche in Romania e Danimarca

Trump: «L’Italia è in difficoltà, valuteremo se bloccare i voli»
© AP/Manuel Balce Ceneta

Trump: «L’Italia è in difficoltà, valuteremo se bloccare i voli»

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(Aggiornato alle 8) - Bloccare gli arrivi negli USA dei voli dall’Italia e dalla Corea del Sud? Troppo presto, secondo Trump, per prendere una decisione. «Ora non è il momento giusto. Al momento giusto potremmo farlo, vedremo cosa succede. Intanto monitoriamo gli arrivi dalle aree infette», ha affermato Donald Trump, ammettendo comunque che la vicina Penisola, così come altri, sta incontrando «difficoltà» con l’emergenza coronavirus. «Ho appena ricevuto un nuovo briefing sul coronavirus. La nostra priorità è la salute degli americani: i rischi per loro restano molto bassi», ha spiegato il presidente dalla Briefing Room della Casa Bianca. Gli Stati Uniti, ha aggiunto, sono «molto, molto pronti» per affrontare il coronavirus e sono pronti a fare tutto il necessario. Assicurando che i rischi per gli americani «restano molto bassi», Trump ha quindi ribadito come a suo avviso «non c’è motivo di farsi prendere dal panico», puntando il dito contro gli avversari. Come «l’incompetente Nancy Pelosi», la speaker della Camera, che «sta cercando di creare panico per trarne vantaggi politici».

Da parte sua il ministro della Sanità Alex Aza ha evidenziato che anche gli USA si aspettano «di vedere un aumento dei casi di coronavirus negli Stati Uniti». I rischi per il pubblico americano restano bassi ma «possono cambiare rapidamente».

Trump infine provato a calmare anche gli animi degli investitori: «Wall Street recupererà. L’economia è forte», ha osservato, constatando comunque come il coronavirus potrebbe avere un impatto sul pil. Ma parte del tonfo dei listini nelle ultime sedute, ha attaccato il presidente, è legato solo «ai timori che un democratico possa vincere le elezioni».

Primo caso anomalo in California

Mentre il presidente parlava alla Casa Bianca intanto si diffondeva la notizia del primo caso di coronavirus negli Stati Uniti con origini non accertate: è in California, e la persona contagiata non è tornata di recente da viaggi all’estero né è stata a contato con altre persone malate. Un caso che potrebbe essere il primo segnale della diffusione del virus negli Usa, dove finora il numero dei contagiati è limitato. I casi sono infatti 15, di cui otto sono tornati a casa, cinque hanno recuperato perfettamente, uno è in ospedale e uno sta per essere dimesso.

Contagio anche in Danimarca

La Danimarca registra il primo contagio. Si tratta di un uomo rientrato il 24 febbraio da una vacanza sulle piste da sci del Nord Italia con la sua famiglia. Sua moglie e suo figlio sono risultati negativi ai test. L’uomo sarebbe in buone condizioni e resterà in isolamento in casa propria.

Primo caso in Romania

Intanto, in Europa il coronavirus si diffonde anche in Romania. È risultato positivo ai test un paziente di Priguria, provincia di Gorj, nel sudovest del paese balcanico. Secondo quanto riportato dall’agenzia Mediafax, il «paziente zero» ha 20 anni e lavora presso un ristorante di proprietà di un italiano. Il capo del dipartimento per le situazioni di emergenza (Dsu) romeno Raed Arafat ha dichiarato che l’uomo sarà tenuto in quarantena nella propria casa assieme ai suoi sette familiari.

In Cina 433 nuovi casi di infezione

La Cina ha registrato nella sola giornata di ieri 433 nuovi casi di infezione da coronavirus e 29 nuovi decessi. Lo riferisce la Commissione sanitaria nazionale (Nhc) nel suo aggiornamento quotidiano sulla crisi, precisando che nella provincia dell’Hubei, epicentro dell’epidemia, le infezioni aggiuntive certe sono state 409 e i decessi 26. Tra i 29 decessi di ieri, ai minimi da oltre un mese, oltre ai 26 dell’Hubei, ne figurano uno a Pechino e uno ciascuno nelle province di Heilongjiang ed Henan.

Mercoledì, inoltre, sono stati registrati 508 casi sospetti e la guarigione di 2.750 persone dimesse dagli ospedali per un totale di 32.495, mentre i pazienti in condizioni gravi sono calati di 406 unità, a 8.346. I contagi accertati nel Paese sono saliti a 78.497 in tutto il Paese, di cui 2.744 causa di morte.

La Commissione sanitaria nazionale ha poi precisato che 2.358 soggetti sono ancora sospettati di essere infetti. Sono stimati in 652.174 le persone tracciate che sono venute a contatto con casi positivi al coronavirus: di questi, 12.823 sono stati rilasciati al completamento della fase di osservazione medica, mentre 71.572 lo sono tuttora.

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