Trump sospeso da Twitter: «Creerò una mia piattaforma, nessuno mi mette a tacere»

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Il social spiega che l’account del presidente: «poteva causare ulteriori incitamenti alla violenza» - Ma il tycoon non ci sta: «A breve un grande annuncio»

Trump sospeso da Twitter: «Creerò una mia piattaforma, nessuno mi mette a tacere»
EPA/SASCHA STEINBACH

Trump sospeso da Twitter: «Creerò una mia piattaforma, nessuno mi mette a tacere»

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L’account di Donald Trump è stato definitivamente sospeso. Lo ha annunciato, pochi minuti fa, Twitter attraverso una nota ufficiale. «Dopo un attento esame dei recenti tweet dell’account @realDonaldTrump e del contesto che li circonda - in particolare di come vengono ricevuti e interpretati su Twitter e fuori da Twitter - abbiamo sospeso definitivamente l’account a causa del rischio di ulteriori incitamenti alla violenza». E ancora: «Nel contesto degli orribili eventi di questa settimana, mercoledì abbiamo chiarito che ulteriori violazioni delle regole di Twitter avrebbero potuto portare a questa stessa linea d’azione». Twitter esiste «per consentire al pubblico di ascoltare direttamente i funzionari eletti e i leader mondiali». Tuttavia, ribadisce ancora il social network, «abbiamo chiarito anni fa che questi account non sono del tutto al di sopra delle nostre regole e non possono usare Twitter per incitare alla violenza, tra le altre cose. Continueremo ad essere trasparenti sulle nostre politiche e sulla loro applicazione».

Twitter, in particolare, ha motivato la sua decisione rileggendo i due tweet pubblicati da Trump dopo la temporanea sospensione del suo account. Due tweet, si legge nel comunicato, che in questo momento potrebbero «incitare alla violenza» considerando quando successo pochi giorni fa al Campidoglio.

Nel frattempo il presidente americano ricorre a un tradizionale comunicato della Casa Bianca per esprimere la sua rabbia. Si dice non sorpreso della sospensione: «Lo avevo previsto. Nel sospendere il mio account vogliono mettermi a tacere, vogliono mettere a tacere voi e i 75 milioni di grandi patrioti che hanno votato per me», dice Trump. Poi assicura: «non ci metteranno a tacere. Stiamo trattando con vari altri siti e a breve avremo un grande annuncio, nel frattempo stiamo valutando la possibilità di costruire una nostra piattaforma», aggiunge rivolgendosi ai suoi sostenitori.

La decisione di Twitter sarebbe piovuta inattesa sulla Casa Bianca e avrebbe innervosito ancora di più il presidente, già su tutte le furie per il possibile secondo impeachment. Una messa in stato di accusa che Trump non capisce: «Non ha alcuna intenzione di dimettersi perché non ritiene di aver fatto nulla di sbagliato», fa trapelare la Casa Bianca. Secondo indiscrezioni, mentre erano in corso gli scontri al Congresso, Trump si aggirava soddisfatto all’interno della Casa Bianca senza capire perché nessuno esultasse con lui per quanto stava accadendo. Non solo: durante l’assalto avrebbe cercato di raggiungere telefonicamente i senatori repubblicani per convincerli a capovolgere il risultato del voto.

La decisione di Twitter di sospenderlo manda su tutte le furie anche il figlio Donald Jr, che parla di libertà di parola «morta con Big Tech». E scatena una levata di scudi fra i conservatori. Il senatore repubblicano Rick Scott parla di «vergogna»: «Twitter ha sospeso il presidente Trump ma consente ai cinesi di vantarsi del genocidio e all’ayatollah di parlare sulla possibilità di spazzare via Israele dalle cartine geografiche», lamenta Scott.

Nikki Haley, l’ex ambasciatrice all’Onu e aspirante repubblicana alla Casa Bianca nel 2024, usa parole altrettanto dure: «Mettere a tacere la gente, per non parlare del presidente americano, è quello che succede in Cina, non nel nostro paese».

Critico anche il «New York Post» di Rupert Murdoch. «Twitter è guidata da liberal americani, che mettono sotto esame solo un tipo di persona e solo un’area politica», mette in evidenza il board editoriale del quotidiano secondo il quale «o la Section 230 - la norma che garantisce l’immunità ai social media, sollevandoli da ogni responsabilità - viene revocata e Twitter si assume la responsabilità di quello che viene twittato, o altrimenti deve fare un passo indietro e lasciare che sia il pubblico a decidere quello che è accettabile e quello che non lo è».

Pur esponendosi a violente critiche, Twitter ha deciso di agire nel tentativo di non favorire ulteriori violenze. Nella nota che ha accompagnato la sua decisione spiega infatti che «piani per future proteste armate sono già iniziati a proliferare su Twitter, incluso un proposto secondo attacco al Congresso il 17 gennaio», pochi giorni prima della cerimonia di insediamento di Joe Biden e mentre Trump sarà ancora alla Casa Bianca.

Il presidente infatti è atteso lasciare Washington il 19 gennaio per andare a Mar-a-Lago, in Florida. Il 19 è poi attesa un’ondata di concessioni di grazia da parte di Trump, inclusa quella per i figli e forse anche per se stesso.

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