Un contagiato ogni 60 persone con il boom di test

Regno Unito

I valori corrispondono, in cifra assoluta, a circa 1,1 milione di contagiati nel Paese

Un contagiato ogni 60 persone con il boom di test
© AP/Alberto Pezzali

Un contagiato ogni 60 persone con il boom di test

© AP/Alberto Pezzali

Risale la percentuale complessiva del totale di persone contagiate al momento dalla COVID nel Regno Unito, dopo il calo dei precedenti 7 giorni censiti, secondo le stime settimanali dell’Office for National Statistics (ONS, equivalente britannico dell’Istat).

L’indicazione - ricavata peraltro da un numero di test molto elevato, impennatosi giusto ieri a oltre 1,1 milione in 24 ore - conteggia una somma d’infezioni, riferita alla settimana del 15 ottobre, pari a un individuo ogni 60 abitanti del Paese: vale a dire, in cifra assoluta, circa 1,1 milione di contagiati.

Le stime segnalano il maggiore incremento nella fascia di età dei bambini fra i 7 e gli 11 anni, per i quali le autorità medico-sanitarie dell’isola non raccomandano per ora i vaccini; e fra cui comunque i casi asintomatici o non gravi restano dominanti. Nella suddivisione fra le 4 nazioni del Regno, il Galles fa registrare il tasso di casi più alto (uno ogni 45 abitanti), seguito dall’Inghilterra (uno ogni 55, contro uno ogni 50 del picco di gennaio) e dalla Scozia (in testa nelle settimane scorse dopo aver riaperto per prima le scuole, ma ridiscesa ora a uno ogni 90). Il dato migliore resta invece quello dell’Irlanda del Nord (uno ogni 130), dove tuttavia suscita polemiche la decisione del governo locale di Belfast (autonomo da Londra sull’emergenza pandemia al pari di quelli di Edimburgo o di Cardiff, in forza dei poteri della devolution) di annunciare oggi stesso un ulteriore allentamento dei controlli precauzionali per discoteche e locali notturni.

Al Parlamento di Westminster continua a far discutere invece l’atteggiamento del grosso dei deputati della maggioranza Tory di non indossare la mascherina in aula. Un atteggiamento difeso ieri a spada tratta dal ministro dei Rapporti con la Camera dei Comuni (o Leader of the House), il libertario Jacob Rees-Mogg. Ma denunciato come «ipocrita» dall’opposizione laburista dopo che lo stesso governo di Boris Johnson - pur senza ripristinare l’obbligo - ha rilanciato negli ultimi giorni a tutti i cittadini la «raccomandazione» di coprirsi il volto almeno sulla metropolitana e in tutti i luoghi pubblici più affollati.

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