Un’estate non senza virus

PANDEMIA IN EUROPA

Torna a salire la curva dei contagi, ma i numeri restano bassi e avanzano le campagne di vaccinazione – L’epidemiologo spagnolo: «I dati non sono per niente buoni»

Un’estate non senza virus
© KEYSTONE

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Il forte aumento dei contagi di COVID-19 tra i giovani in Spagna preoccupa sempre più le autorità del Paese: rispetto a venerdì scorso, nella fascia delle persone di età compresa tra i 20 e i 29 anni l’incidenza dei casi registrati nei 14 giorni precedenti è passata da quasi 450 ogni 100.000 abitanti a 640. Un incremento simile è stato registrato anche nella fascia 12-19 anni, nella quale l’incidenza attuale è arrivata a 584 casi ogni 100.000 abitanti.

«I dati non sono per niente buoni», ha detto in conferenza stampa Fernando Simón, epidemiologo a capo del team di risposta alla pandemia del governo. In termini generali, l’incidenza media nel Paese è di 204 casi ogni 100.000 abitanti, 52 punti più alta rispetto a venerdì.

Le autorità sanitarie affermano però che in questa «nuova fase» della pandemia - con buona parte degli over 40 almeno parzialmente vaccinati, mentre al di sotto di quest’età gran parte della popolazione è ancora sprovvista della protezione vaccinale - vanno considerati anche altri aspetti, visto che i più a rischio sono i giovani, che generalmente sono attaccati con meno forza dal coronavirus: in particolare, il tasso di protezione vaccinale completa (ancora inferiore al 10% tra gli under 30), il tasso di occupazione degli ospedali (per adesso al 2,2% per quanto riguarda i reparti generici e al 6,7% nelle terapie intensive, secondo i dati mostrati da Simón), o la pressione sulle strutture sanitarie locali, in aumento in diverse regioni, come la Catalogna.

Le autorità regionali valutano nuove misure

Le autorità di alcune regioni della Spagna stanno valutando l’applicazione di nuove restrizioni sanitarie. Lo si apprende dai media iberici. La Navarra, regione del nord, è stata la prima oggi a annunciare nuove misure: dal 7 luglio i locali notturni dovranno chiudere non oltre l’una del mattino. Anche in Catalogna, dove i casi positivi tra gli under 30 sono alle stelle, le autorità sono in procinto di annunciare nuove restrizioni, anche se non sono state decise quali: lo ha affermato Laura Vilagrà, assessora alla presidenza del governo regionale, in un’intervista alla televisione pubblica catalana. Anche nella Comunità Valenciana, a Murcia e nei Paesi Baschi non si scarta l’applicazione di nuove restrizioni.

La curva torna a salire in Italia e in Europa

Torna a salire la curva dei contagi da virus SarsCoV2 in Italia e in altri 9 Paesi europei, è una crescita che nella maggior parte dei casi è di tipo lineare e che nella vicina Penisola ha cominciato a dare alcuni segnali negli ultimi cinque giorni, dopo che per altri cinque era stata in stasi. Se le stime degli esperti indicano che sta avvenendo quanto si cominciava a temere da tempo, i numeri dell’epidemia restano bassi, ottimali per riprendere il tracciamento e per fare il sequenziamento, ossia le contromisure che, con i vaccini, permetterebbe di bloccare la diffusione del virus.

L’aumento dei casi, in Italia come in Europa, è probabilmente dovuto alla circolazione della variante Delta, che ovunque si prepara a prendere il sopravvento sulla variante Alfa, attualmente la più diffusa. In Italia il sorpasso potrebbe avvenire e metà luglio, secondo le stime del matematico Giovanni Sebastiani, dell’Istituto per le Applicazioni del Calcolo Mauro Picone del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr-Iac). Saranno invece i dati della settimana in corso, ha detto ancora Sebastiani, a confermare la tendenza all’aumento appena riscontrato. «I dati di questa settimana - ha rilevato - saranno utili per capire se si tratta degli aumenti osservati da tre settimane in decine di province italiane, che si sono rivelati transitori e tipici di focolai circoscritti, o se invece si tratta di una vera e propria ripresa della diffusione non circoscritta».

Sorvegliate speciali sono cinque province che negli ultimi sette giorni «mostrano un trend di crescita lineare dell’incidenza, con consistenti valori medi del tasso di aumento settimanale», ha proseguito il matematico riferendosi alle province di Napoli, Lodi, Verona, Caltanissetta, e Ascoli Piceno.

Sempre nell’ultima settimana, osserva il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC), i casi di COVID-19 sono aumentati più del previsto in Belgio, Danimarca, Finlandia, Grecia, Irlanda, Norvegia, Portogallo, Regno Unito e Spagna, mentre per i decessi la variazione rispetto alle attese è molto più contenuta. In particolare, secondo le stime del centro previsionale Covid dell’ECDC, tra il 26 giugno e il 3 luglio in Spagna avrebbero dovuto esserci 21.743 casi, invece ce ne sono stati oltre il doppio, 51.405. In Italia, 5.222 invece di 3.909. In Belgio, le previsioni dell’ECDC davano per la stessa settimana 1.960 nuovi casi, ce ne sono stati oltre 4.000.

I numeri dell’epidemia di COVID-19 in Italia sono sostanzialmente bassi, quindi, per agire adesso con misure che permettano di contenere la diffusione del virus. «Si sta verificando quello che ci si immaginava: se una variante più contagiosa inizia a diffondersi ed è destinata a diventare predominante, è normale che i casi aumentino», ha osservato il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta. «Se le Regioni effettuano il tracciamento, fanno il sequenziamento e se si proteggono anziani e fragili con due dosi di vaccino noi vedremo un aumento dei contagi nelle prossime settimane, ma non di ricoveri e decessi».

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