Un ticinese ad Hong Kong tra repressione e pandemia

La testimonianza

«È spaventoso il fatto che in poco tempo la Cina sia riuscita a soffocare la libertà di espressione»

Un ticinese ad Hong Kong tra repressione e pandemia
Alcuni dei 47 attivisti pro-democrazia messi sotto processo in questi giorni grazie alla recente legge nazionale sulla sicurezza imposta da Pechino ad Hong Kong. ©AP/Kin Cheung

Un ticinese ad Hong Kong tra repressione e pandemia

Alcuni dei 47 attivisti pro-democrazia messi sotto processo in questi giorni grazie alla recente legge nazionale sulla sicurezza imposta da Pechino ad Hong Kong. ©AP/Kin Cheung

A Hong Kong 47 figure di primo piano del fronte pro-democrazia dell’ex colonia britannica sono finite in questi giorni davanti ai giudici con l’accusa di sovversione, in base alla contestata legge sulla sicurezza nazionale imposta da Pechino. Un ticinese che vive e lavora nellex città-Stato ci racconta come pandemia e repressione hanno cambiato questa metropoli. Carlo, nome di fantasia, è un ticinese che lavora da alcuni anni a Hong Kong nel settore finanziario. «In questa metropoli cosmopolita, crocevia tra occidente e oriente - ci racconta - si viveva molto bene», poi con l’arrivo della pandemia di coronavirus e con il giro di vite antidemocratico che le autorità cinesi hanno imposto all’ex colonia britannica le cose sono cambiate. «Di politica - ci confessa - parlo solo con un numero ristretto...

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