Undici migranti sbarcano con un barboncino al guinzaglio

Italia

I tunisini sono stati recuperati al largo di Lampedusa - L’Ansa: «Pantaloncini, occhiali da sole e bagagli, sembravano vacanzieri» - Intanto centinaia di persone sono fuggite da una struttura di accoglienza in Sicilia - La ministra Lamorgese: «Flussi incontrollati, seri problemi alla sicurezza sanitaria»

Undici migranti sbarcano con un barboncino al guinzaglio
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Undici migranti sbarcano con un barboncino al guinzaglio

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(Aggiornato alle 18.03) Undici tunisini, 8 uomini e 3 donne, con un cane barboncino tenuto al guinzaglio, sono stati intercettati e trasbordati sul gommone della Guardia costiera mentre erano su un barchino al largo di Lampedusa. I migranti sono stati fatti sbarcare a molo Madonnina. Secondo l’Ansa erano «in pantaloncini, occhiali da sole e sigaretta in mano. Le tre donne avevano con loro anche dei bagagli. Il gruppo sembrava formato da vacanzieri». Secondo «Repubblica», a Lampedusa «non erano mai arrivati migranti con bagagli e barboncino al seguito» e potrebbero averlo fatto per passare inosservati, sembrando turisti. Altri sette tunisini sono stati rintracciati, dalla Guardia di finanza, sugli scogli di Portu ‘Ntoni, accanto a Cala Croce. I migranti sono riusciti ad arrivare sulla terraferma e stavano abbandonando il barchino che gli aveva consentito l’approdo quando sono stati avvistati ed è scattato l’allarme. L’area di Portu ‘Ntoni e Cala Croce sono tradizionalmente affollate dai turisti.

Fuga da una struttura di accoglienza in Sicilia

Una nuova fuga in massa è avvenuta in una struttura di accoglienza in Sicilia. Lo riportano i media italiani, spiegando che dopo il caso del Cara di Caltanissetta, oggi centinaia di migranti sono fuggiti da una tensostruttura della Protezione civile, allestita nella banchina di Porto Empedocle. Polizia e carabinieri hanno avviato le ricerche dei fuggitivi.

La ministra Lamorgese: «Flussi incontrollati, seri problemi legati alla sicurezza sanitaria nazionale»

Le «forti preoccupazioni italiane» per l’incremento degli arrivi via mare sono state condivise dalla ministra dell’Interno di Roma Luciana Lamorgese, che oggi a Tunisi ha incontrato il presidente del Paese nordafricano, Kais Saied. Al 24 luglio su 11.191 migranti sbarcati in Italia, ben 5.237 sono partiti dalla Tunisia e di questi quasi 4 mila sono tunisini.

Si tratta, spiega il Viminale di «flussi incontrollati» che creano «seri problemi legati alla sicurezza sanitaria nazionale che si riverberano inevitabilmente sulle comunità locali interessate dai centri di accoglienza, dai quali, tra l’altro, i migranti tunisini in particolare cercano di allontanarsi in ogni modo prima del termine del periodo di quarantena obbligatorio».

La ministra ha quindi sottolineato che risulta «determinante l’azione della Tunisia» ed il presidente Said «ha dato rassicurazioni su una intensificazione dei controlli alle frontiere marittime per contrastare l’attività dei trafficanti di migranti».

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