Ursula von der Leyen entusiasta per Biden: «Un giorno speciale»

Inauguration day

Con l’uscita di scena di Donald Trump si prefigura una «nuova alba» nei rapporti tra UE e USA

 Ursula von der Leyen entusiasta per Biden: «Un giorno speciale»
©EPA/OLIVIER HOSLET

Ursula von der Leyen entusiasta per Biden: «Un giorno speciale»

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«Un giorno speciale». La presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha salutato con entusiasmo l’insediamento di Joe Biden alla guida degli Stati Uniti, pronta a presentare, assieme agli altri vertici europei, una proposta per rilanciare le relazioni transatlantiche dopo i quattro burrascosi anni di Donald Trump. Una «nuova alba» tra UE e USA insomma, a partire dalle politiche per la lotta ai cambiamenti climatici, col rientro di Washington nell’accordo di Parigi.

Ma mentre i leader dell’Unione sono al lavoro con il segretario della Nato Jens Stoltenberg per portare Biden a Bruxelles quanto prima, molti osservatori già indicano che le relazioni tra le due sponde dell’Atlantico difficilmente torneranno all’epoca Obama. Più probabile si assesteranno su una sorta di ‘new normal’. Pesano infatti il nodo dei rapporti con la Cina ed il no ribadito dalla Casa Bianca al Nord Stream 2, il gasdotto tra Russia e Germania, entrambi dossier che lasciano intravedere le spine della nuova partnership.

Nonostante la raffica di provvedimenti di Biden per far dimenticare l’era Trump, resta infatti impossibile cancellare con un colpo di spugna gli effetti della politica estera aggressiva del suo predecessore, che in questi anni ha spinto l’Europa verso la necessità di sviluppare un’autonomia strategica, come più volte ribadito dall’Alto rappresentante, Josep Borrell: una sorta di posizione di equilibrio tra USA e Cina, che già alcuni definiscono una ‘terza via’.

Almeno per il momento, l’Europa seppur esultante per l’arrivo del democratico non sembra disposta a voltare le spalle al Dragone, ma intenzionata piuttosto a bilanciare le sue relazioni. Di certo da parte dell’UE c’è la volontà di rilanciare la collaborazione con la Casa Bianca su un ampio spettro di questioni, dalla politica estera alla sicurezza, dal commercio all’economia, alla promozione dei valori occidentali, senza tuttavia archiviare il lavoro fatto con Pechino, che invece resta l’avversario (o il nemico) strategico numero 1 di qualsiasi presidente americano nel nuovo secolo.

Dimostrazione ne è anche la ratifica dell’accordo economico UE-Cina a fine dicembre, che ha causato preoccupazione oltreoceano, con Biden che aveva già espresso la sua contrarietà alla firma dell’intesa sugli investimenti. Un accordo importante, anche se solo di principio - e ancora in attesa della ratifica del Parlamento europeo - in cui per la prima volta Pechino ha accettato di offrire all’Unione condizioni mai concesse ad altri partner sull’accesso al mercato, sviluppo sostenibile, sussidi e concorrenza.

Un’intesa fortemente voluta dalla Germania della cancelliera Merkel, che si trova al centro di un altro nodo da sciogliere nei futuri rapporti transatlantici, il Nord Stream 2. Nei giorni scorsi il consigliere di Biden, Nicholas Burns, ha fatto sapere che gli Stati Uniti sono pronti a revocare le nuove sanzioni se l’Europa sospenderà la costruzione del gasdotto. E anche il nuovo segretario di Stato Anthony Blinken si è detto impegnato a bloccarne il completamento. Trump in passato aveva più volte tuonato contro Berlino e altre capitali UE per la loro dipendenza dal gas russo, varando misure restrittive per colpire tutte le imprese che a qualsiasi titolo collaborino con Gazprom. La nuova stretta dovrebbe entrare in vigore a febbraio, segnando così in negativo l’alba delle nuove relazioni UE-USA.

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