Vaccini e contagi: le parole di Fauci infiammano il dibattito

Pandemia

L’infettivologo USA ha spiegato che in rari casi chi ha assunto il preparato può trasmettere il virus - I social si dividono, ma l’esperto sottolinea: «Finché c’è circolazione elevata del virus tra le persone non vaccinate, gli diamo la chance di variare in peggio»

Vaccini e contagi: le parole di Fauci infiammano il dibattito
©AP Photo/J. Scott Applewhite

Vaccini e contagi: le parole di Fauci infiammano il dibattito

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I vaccinati, in rari casi, possono contagiare e quando ciò succede la loro carica virale è comparabile con quella dei non vaccinati. È da questa affermazione dell’infettivologo statunitense Anthony Fauci, consigliere della Casa Bianca sulla pandemia di COVID, che si è nuovamente aperto un acceso dibattito, in particolare sui social, tra favorevoli e contrari ai vaccini. Nel frattempo, la diffusione della variante Delta, maggiormente trasmissibile, sta facendo segnare una crescita dei contagi in numerosi parti del mondo.

«I dati sulla mutazione a disposizione mostrano che il livello di infezione nelle mucose in una persona vaccinata è lo stesso di quello in una persona non vaccinata», ha detto ieri nel corso di un’intervista Fauci, secondo il quale è possibile che la variante Delta del coronavirus possa contagiare anche le persone che sono state vaccinate e queste possono a loro volta trasmettere il virus ad altri. Tuttavia, l’infettivologo ha sottolineato che ciò può avvenire, ma solo in casi sporadici. «Questo non è un evento comune. Quindi non voglio che la gente pensi che tutti i vaccinati lo trasmettano. Si tratta di un evento molto insolito, raro, ma si verifica», ha affermato il direttore dell’Istituto nazionale per le malattie infettive.

È tuttavia noto che i vaccini non proteggono al 100% dal contrarre l’infezione. La protezione è infatti stimata attorno al 90%. In Svizzera, secondo dati forniti oggi dall’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) all’agenzia Keystone-ATS, finora 391 persone hanno contratto la COVID-19 nonostante la vaccinazione completa, 92 hanno dovuto essere ricoverate e 18 sono morte. Le cifre, ha spiegato l’UFSP, sono basse e in linea con le attese.

Le parole di Fauci, però, soprattutto a causa di un titolo alquanto infelice da parte della testata italiana «Il Fatto Quotidiano» che ha estrapolato le dichiarazioni dal contesto, hanno riacceso un dibattito che si è fatto sempre più infuocato tra no-vax e chi invece è favorevole alla vaccinazione. «Nessun vaccino è efficace al 100%, perché il virus è cambiato», ha spiegato l’esperto statunitense, ribadendo che «la variante Delta ha cambiato totalmente lo scenario».

Interpellato dalla Msnbc sulle nuove linee guida del Centro americano per il controllo delle malattie che, due giorni fa, ha reimposto l’obbligo di mascherina al chiuso anche per i vaccinati, Anthony Fauci è tornato sullo stesso concetto: «È necessario che la maggioranza delle persone in questo Paese si vaccini. Ci sono 100 milioni di persone negli Stati Uniti che non sono ancora state vaccinate». «La variante Delta è qui. Se arriviamo all′85-90% di popolazione vaccinata, la mutazione non avrebbe molti posti in cui andare e alla fine sparirebbe», ha spiegato ancora Fauci in un’altra intervista alla stessa rete.

Vaccinarsi è poi cruciale anche per fermare l’emergere di nuove varianti, ha sottolineato Fauci, ricordando che il vaccino previene altamente le forme gravi della malattia. «È estremamente raro che una persona vaccinata, se pur contagiata, finisca in ospedale». Per questo, è l’appello più volte ribadito dall’immunologo, «è necessario che la maggioranza delle persone si vaccini».

La ragione è chiara: «Finché c’è circolazione elevata del virus tra le persone non vaccinate, diamo al virus la chance di variare ancora di più e rischiamo una variante peggiore della Delta, una variante che nemmeno i vaccinati potrebbero gestire», ha avvertito.

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