Valanga di minacce all’imam che condannò la decapitazione del prof

francia

Hassen Chalghoumi era già stato contestato in passato dai suoi fedeli per le sue prese di posizione contro l’integralismo e i suoi buoni rapporti con la comunità ebraica - L’avvocato dell’uomo ha chiesto di rafforzare la scorta che da tempo protegge il religioso

Valanga di minacce all’imam che condannò la decapitazione del prof
© AP/Laurent Cipriani

Valanga di minacce all’imam che condannò la decapitazione del prof

© AP/Laurent Cipriani

Ha ricevuto una valanga di minacce «esacerbate» l’imam Hassen Chalghoumi, fiero oppositore dell’integralismo islamista, che ha condannato duramente la decapitazione del professor Samuel Paty, nella banlieue di Parigi. Il suo avvocato ha scritto una lettera ad Emmanuel Macron e ha ottenuto l’apertura di 3 inchieste, una delle quali per «minacce di morte».

Hassen Chalghoumi, imam della moschea di Drancy, una delle banlieue più difficili di Parigi, è stato spesso contestato da parte dei suoi fedeli anche in passato per le sue prese di posizione contro l’integralismo e i suoi buoni rapporti con la comunità ebraica. Secondo il suo legale, David-Olivier Daminski, le durissime minacce sono arrivate dopo la decapitazione del professor Samuel Paty il 16 ottobre scorso e in particolare dopo che l’imam aveva sostato in raccoglimento davanti alla scuola dell’insegnante ucciso

Secondo il suo avvocato, l’imam «non si esprime a nome dei musulmani, ne è solo una delle voci, e difende i valori della Repubblica». In una lettera al capo dello stato, il legale ha chiesto un «rafforzamento» della scorta che protegge già da tempo l’imam, citando «migliaia» di minacce arrivate oltre alla «fatwa» di cui Chalghoumi, 48 anni, è oggetto. Tre inchieste sono state aperte, secondo Le Parisien, per «apologia di terrorismo e di minacce di morte» e per «provocazione e minacce alla vita e all’integrità fisica».

In particolare, l’imam Chalghoumi è stato ripetutamente bersaglio del collettivo filopalestinese intitolato a Sheikh Yassine, il capo di Hamas ucciso dagli isralieani.

l fondatore del collettivo, l’islamista radicale Abdelhakim Sefrioui, è indagato nella vicenda della decapitazione avendo accompagnato il padre di una studentessa a protestare con la preside per la lezione del professore sulla libertà d’espressione. Due membri dell’organizzazione sono stati già condannati a 2 mesi di carcere con la condizionale per aver tentato di entrare in casa dell’imam.

©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

Ultime notizie: Mondo
  • 1
  • 1