Ventenne ucciso per aver rimproverato il mancato uso della mascherina

germania

A un distributore di benzina di Idar Oberstein, il 20.enne aveva redarguito un 49.enne per non aver rispettato la misura sanitaria - Prelevata da casa una pistola, l’uomo è tornato alla stazione di servizio e ha freddato il giovane con un colpo alla testa - Indignazione nel mondo politico tedesco

Ventenne ucciso per aver rimproverato il mancato uso della mascherina
© Christian Schulz/AP

Ventenne ucciso per aver rimproverato il mancato uso della mascherina

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Ha sollevato l’indignazione generale anche nel mondo politico l’omicidio avvenuto nel weekend a un distributore di benzina di Idar Oberstein, in Germania, dove un ventenne è stato ucciso con un colpo di pistola alla testa da un uomo di 49 anni che era stato redarguito per non aver indossato la mascherina.

«I fatti vanno chiariti, e il responsabile deve pagare per quello che ha fatto. I negazionisti della COVID stanno già strumentalizzando la cosa in rete. Noi osserviamo e perseguiamo con coerenza l’odio», ha affermato la presidente del Land della Renania-Palatinato, Malu Dreyer.

Anche i candidati cancellieri sono intervenuti in proposito: «la radicalizzazione della scena negazionista mi preoccupa molto - ha detto la leader verde Annalena Baerbock -. Siamo tutti chiamati a sollevarci contro questo fenomeno».

«Sono sconvolto per la morte di una persona che avrebbe voluto proteggere gli altri e se stesso», ha commentato il vicecancelliere socialdemocratico Olaf Scholz. «Come società dobbiamo contrapporci con determinazione all’odio», la reazione del leader presidente della Cdu Armin Laschet.

Mentre le indagini sul caso proseguono nel riserbo, si è saputo ieri che il 49.enne ha ammesso il fatto ed è stato arrestato. Secondo la ricostruzione dell’accaduto, al rimprovero ricevuto dal ventenne per non avere con sé la mascherina l’uomo, che fra l’altro ha asserito che l’aveva dimenticata, sarebbe tornato a casa a prelevare una pistola e poi tornato indietro alla stazione di servizio dove, al secondo accenno al dispositivo anti-COVID, ha esploso un colpo uccidendo il ragazzo.

Nella confessione l’omicida ha poi raccontato di essere sotto pressione a causa della pandemia, di cui rifiuta le misure, e di essersi sentito nell’angolo al punto di pensare di voler «dare un segnale».

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