Via libera dei Verdi alle trattative per il governo «semaforo»

Germania

l Congresso ecologista ha votato il documento di discussione con l’SPD e l’FDP per formare la coalizione guidata da Olaf Scholz - Con i Liberali potrebbe emergere uno scontro per il Ministero delle finanze

Via libera dei Verdi alle trattative per il governo «semaforo»
© AP/Kay Nietfeld

Via libera dei Verdi alle trattative per il governo «semaforo»

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I Verdi tedeschi hanno dato il loro via libera alle trattative per il governo con i socialdemocratici e i liberali, sotto la guida del candidato cancelliere Olaf Scholz.

Un altro passo avanti verso l’era post Merkel: venerdì l’SPD aveva votato infatti all’unanimità, per aprire il tavolo dei negoziati, e domani toccherà all’FDP di Christian Lindner, che si è mostrato molto favorevole alla prospettiva di un esecutivo dai colori del ‘semaforo’, parlando alla Bild am Sonntag. Le trattative potrebbero quindi iniziare già in settimana, per arrivare a un nuovo esecutivo - questo l’obiettivo - prima di Natale.

Anche i conservatori dell’Unione hanno fatto i conti con la realtà nel weekend, dichiarandosi tutti, a partire da Armin Laschet, pronti a rappresentare una forte opposizione dopo la sconfitta subita il 26 settembre.

«Sta accadendo davvero: stiamo scrivendo un altro pezzo della storia dei verdi», ha detto il leader degli ecologisti Robert Habeck, parlando al piccolo congresso di partito di domenica, per ottenere l’approvazione del documento emerso dai colloqui esplorativi delle scorse settimane.

«Saremo il motore di un grande compito di trasformazione. E i Verdi possono passare dalla difensiva all’attacco». Anche Annalena Baerbock, il cui discorso è stato accolto da un’ovazione, ha esortato i colleghi a votare per le trattative: «Quello che abbiamo raggiunto sul clima è un risultato enorme», ha incalzato.

Nelle 12 pagine firmate dai negoziatori, che hanno messo le premesse per un tavolo rosso-giallo-verde, ci sono l’aumento del salario minimo a 12 euro, voluto dall’Spd, il ‘nein’ all’incremento delle tasse e il mantenimento del freno al debito, condizione posta dai liberali, e una uscita dal carbone idealmente anche prima del 2030, voluta dai Verdi.

Se i 70 delegati dei Gruenen hanno mostrato di seguire i loro leader, con un’approvazione corale, che ha visto solo 2 voti contrari e un’astensione, anche Lindner ha esortato i suoi ad approvare l’avvio del negoziato.

«Nel documento dei colloqui esplorativi ci sono molti temi che ci stanno a cuore. Dalla finanze solide, agli investimenti in tecnologie pulite e nella digitalizzazione, un’istruzione migliore, e nuove chance di ascesa, fino al liberalismo sociale. I colloqui si sono svolti in modo professionale, discreto e leale. Raramente c’è stata una chance maggiore di modernizzare società, economia e Stato. E non vogliamo lasciarci sfuggire questa chance», ha affermato il giovane leader, che fece saltare il tavolo ‘giamaica’ con Unione e Verdi nel 2017.

Il clima stavolta sembra davvero diverso, anche se i media hanno rilanciato il possibile scontro interno sul ministero delle Finanze, ambito sia dal capo dei liberali che da Habeck. Sull’altra metà del campo, i conservatori danno chiari segnali di rassegnazione: «Abbiamo ottenuto un risultato amaro. Io ne porto la responsabilità come presidente della Cdu e come candidato cancelliere.

Della campagna elettorale sono l’unico responsabile», ha detto sabato Armin Laschet all’incontro dei giovani dell’Unione. I vertici di Cdu e Csu si vedono all’opposizione, dove svolgeranno un ruolo forte. «Dobbiamo imparare a lavorare diversamente insieme», ha esortato oggi Ralf Brinkhaus, per il quale servono lealtà e coesione.

Il capogruppo parlamentare che ambirebbe alla presidenza del partito insieme a Friedrich Merz, Jens Spahn e Nobert Roettgen, ha anche ringraziato Angela Merkel, prendendone le distanze: «Grazie a lei la Germania è stata governata meglio della maggior parte degli stati del mondo, in questi 16 anni». Ma in futuro l’Unione dovrà esser percepita di più come una «squadra».

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