Violenze su partorienti, l’OMS lancia l’allarme

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Uno studio fatto su oltre 2 mila donne in gravidanza in quattro Paesi (Ghana, Guinea, Myanmar e Nigeria) rileva che più di 2 su 5 subiscono abusi fisici o verbale

Violenze su partorienti, l’OMS lancia l’allarme
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Abusi verbali, discriminazioni, uso della forza, cesarei effettuati senza il consenso della paziente: oltre un terzo delle donne in quattro paesi a basso reddito ha subito maltrattamenti durante il parto avvenuto in strutture sanitarie. A lanciare l’allarme, uno studio condotto dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), pubblicato oggi sulla rivista Lancet.

Lo studio, condotto in Ghana, Guinea, Myanmar e Nigeria su 2.016 donne ha rilevato che 838 (42%) hanno subito abusi, stigma o discriminazioni fisiche e verbali. In particolare, il 14% ha subito abusi fisici, ovvero sono state colpite o schiaffeggiate. Il 13% ha subito un parto cesareo senza aver dato il consenso, così come il 75% ha subito episiotomia. Oltre all’abuso fisico, il 38% (752) delle donne ha subito pesanti abusi verbali: ovvero venivano sgridate, anche urlando, o derise. Le donne più giovani e meno istruite sono risultate le più a rischio di maltrattamenti.

Tra le cause, la poca professionalità degli operatori, la mancanza di organizzazione a livello delle strutture e la non conoscenza dello strumento del consenso informato. I risultati dello studio, conclude l’Oms, «dovrebbero essere utilizzati per informare politiche e programmi per garantire che tutte le donne abbiano esperienze positive durante il parto, supportate da operatori sanitari abilitati all’interno di sistemi sanitari ben funzionanti».

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