Formazione

Il circuito, un laboratorio per una guida più sicura

Il circuito, un laboratorio per una guida più sicura
Si cercano le migliori traiettorie

Il circuito, un laboratorio per una guida più sicura

Si cercano le migliori traiettorie

Il circuito, un laboratorio per una guida più sicura
Il circuito Marco Simoncelli di Misano, veloce e impegnativo

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Il circuito Marco Simoncelli di Misano, veloce e impegnativo

Il circuito, un laboratorio per una guida più sicura

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Il circuito, un laboratorio per una guida più sicura

Il circuito, un laboratorio per una guida più sicura

Il circuito, un laboratorio per una guida più sicura

Il circuito, un laboratorio per una guida più sicura

Il circuito, un laboratorio per una guida più sicura

Il circuito, un laboratorio per una guida più sicura

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Il circuito, un laboratorio per una guida più sicura
Si studia la mappa del circuito

Il circuito, un laboratorio per una guida più sicura

Si studia la mappa del circuito

Il circuito, un laboratorio per una guida più sicura
L’istruttore ticinese Lenny Roggero, passione e competenza

Il circuito, un laboratorio per una guida più sicura

L’istruttore ticinese Lenny Roggero, passione e competenza

MISANO - «Power, power! Rimani vicino, non mollare, tieni i 190 km/h!»: la voce decisa, rassicurante e anche incoraggiante dell’istruttore Lenny Roggero si sente chiara nella ricetrasmittente fissata nel vano della portiera mentre tutti i cavalli del motore della Porsche Carrera 4 si scatenano. Adrenalina, concentrazione al massimo, sguardo fisso sulla Porsche Carrera 4 S dell’istruttore. Stiamo sfrecciando sulla pista del circuito Marco Simoncelli di Misano durante un corso d’introduzione alla guida su pista organizzato da Porsche Svizzera. Il corso è organizzato sotto l’egida di Porsche Experience, un programma che si rivolge in particolare ai clienti che desiderano testare al limite le vetture sportive per aumentare la propria sicurezza di guida mediante le varie offerte della Track Experience e dell’Ice Experience. Va detto che, anche in questo campo, il marchio di Stoccarda ha accumulato una notevole esperienza se si considera che tutto ha avuto inizio nel 1974 con un corso di guida sportiva.

Sotto la guida di istruttori esperti
Tutto si svolge sotto la guida di istruttori specializzati in questo settore: a Misano, dove era in corso la fase finale del Porsche Sports Cup Suisse, abbiamo avuto la fortuna di avere come istruttore il ticinese Lenny Roggero che, con grande passione, empatia e competenza, riesce a trasmettere (in almeno quattro lingue) le conoscenze necessarie per una guida veloce e sicura. Arrivati al circuito di Misano, dopo aver superato tutti i controlli imposti anche dalla situazione sanitaria attuale, si inizia subito con un briefing teorico. Lenny spiega come mettersi correttamente al posto di guida: il sedile più basso possibile (perché permette di sentire meglio il comportamento della vettura e obbliga il conducente a guardare lontano, spiega Lenny Roggero), mani sul volante in posizione “nove e un quarto”, non troppo vicino al volante con il busto (in caso di necessità l’airbag non avrebbe l’effetto protettivo desiderato) ma non troppo lontani, con le braccia diritte (in questo caso il controllo diventa più difficile). In altre parole braccia piegate in modo da formare un angolo di circa 90 gradi, tutto il peso del corpo sul sedile e non aggrapparsi al volante. Quindi si inizia a conoscere il famoso circuito sulla mappa: lungo poco più di 4 km, ha sei curve a sinistra e dieci a destra; ogni punto ha il suo nome: “curvone”, “tramonto”, “carro”, “Misano”, “quercia”, “variante del Parco”, “variante del Rio”. Si cerca di memorizzare i vari punti.
Quando arriva il nostro turno si entra in pista: Lenny davanti a tutti (siamo in cinque a seguirlo, ognuno con un modello Porsche diverso la cui potenza varia da 385 CV fino ai 650 CV della Turbo S).

Traiettorie, curve veloci e staccate mozzafiato

Lenny Roggero mostra come posizionarsi nella vettura sportiva
Lenny Roggero mostra come posizionarsi nella vettura sportiva

Collegati via radio con l’istruttore, soli a bordo, si entra subito nel vivo. Un giro di ricognizione per prendere contatto con la pista, poi progressivamente si accelera, sempre sotto l’attenta supervisione di Lenny, che, oltre a guidare, impartisce le istruzioni in tedesco, inglese e italiano. Ogni due giri si cambia posizione cercando di rimanere nel gruppo. Il punto forse più emozionante da affrontare è il curvone, un rettifilo con due leggere curve a destra prima di arrivare a una staccata mozzafiato. S’imparano le traiettorie, sempre più veloci: 160, 180, 190, 200 km/h e oltre. Che emozione! Dopo una pausa, si riprende, la velocità aumenta e anche il divertimento è alle stelle. Per non parlare del piacere di guida. Un improvviso temporale ci costringe a rallentare, a sperimentare l’”aquaplaning” (il veicolo galleggia su uno strato d’acqua) e anche un innocuo testa-coda (ecco il vantaggio di girare in pista). La giornata procede a ritmo serrato fino a quando gli “allievi” vengono lasciati soli in pista per mettere in pratica quanto appreso con l’istruttore. Più facile a dirsi: il circuito, per i non piloti, è un mondo a parte e ci si accorge subito che è indispensabile non lasciarsi prendere troppo la mano per non finire fuori strada. Ci vuole, insomma, una buona dose di umiltà. Il bilancio, a fine giornata, è più che positivo. Oltre all’aspetto “fun”, la guida sportiva in pista (in un luogo in ogni caso sicuro) è altamente istruttiva: si conosce meglio il comportamento del mezzo, si scoprono i propri limite, s’impara a reagire con maggiore tempestività, a controllare e a correggere il modo di guida. Un’esperienza che si vorrebbe ripetere regolarmente per accrescere le proprie competenze nell’ottica di una maggiore sicurezza sulle strade normali, di una guida meno stressante e più piacevole.

L’arte di “sentire” l’auto
Porsche sviluppa questi speciali training per conducenti rivolti all’utilizzo ottimale e, soprattutto, sicuro delle auto sportive. Gli istruttori s’impegnano per trasmettere un istinto sicuro, l’arte di «sentire» l’auto e quindi di comprenderla meglio. Perché solo quando il guidatore percepisce l’armonia dell’auto è automaticamente più sicuro sulla strada. Insomma, gli istruttori introducono i partecipanti alla raffinata arte della guida. Il fulcro del training in gruppi con un massimo di dieci auto sono soprattutto questi esercizi: comportamento corretto in caso di ostacoli improvvisi o curve strette, guida attraverso piste da slalom o chicane, sbandata su fondo scivoloso e ricerca della linea ideale. Ecco perché si svolgono anche corsi per la guida sulla neve e sul ghiaccio.

L’intervista all’istruttore Lenny Roggero
Il circuito, un laboratorio per una guida più sicura
La guida in circuito fa parte della filosofia di Porsche

A Misano, come detto, abbiamo avuto come istruttore Lenny Roggero, di Losone, che ha accettato di rispondere ad alcune nostre domande.

Come si diventa istruttore in questo specifico settore?
«Ho una formazione di meccanico d’auto e sono stato attivo in seno al TCS dove mi sono diplomato come istruttore per il Consiglio della sicurezza stradale. Ho iniziato nella regione delle Diablerets con Mercedes, poi ho iniziato l’attività di istruttore con Porsche, un marchio di cui sono da sempre molto legato. Per una settantina di giorni all’anno partecipo, sempre in qualità di istruttore, ai corsi organizzati da Porsche sui circuiti e sulle piste innevate. Inoltre, durante alcune competizioni guido la safety car, un ruolo che adoro, mi appassiona e che mi permette di vivere le gare da dietro le quinte».

Porsche è una delle poche case automobilistiche che organizza corsi di guida in circuito, per quali motivi?
«La guida in pista fa parte della filosofia Porsche che, come noto, produce auto sportive. Si vuole dare l’opportunità ai clienti di imparare a guidare in pista in condizioni di sicurezza: da quando esistono questi corsi non abbiamo mai avuto incidenti di rilievo. Il circuito permette di allenarsi ad una guida dinamica che si può fare solo in questo particolare contesto. Si apprende sia a sentire sia a controllare meglio la propria vettura e questo non può che migliorare le capacità del conducente anche quando si trova su una strada normale. Si diventa più attenti e si conoscono i limiti del veicolo. Noto un grande miglioramento della qualità di guida di chi partecipa regolarmente ai nostri corsi durante tutto l’arco della stagione: ci sono conducenti che arrivano fino alle competizioni vere e proprie».

Siamo in piena stagione invernale. Che consigli può dare ai conducenti di tutti i giorni?
«Innanzitutto bisogna avere un equipaggiamento invernale completo. Abbiamo visto negli scorsi giorni, in occasione della grande nevicata, conducenti al volante di mezzi con gomme estive che hanno avuto e creato problemi agli altri utenti della strada. È inoltre molto importante il comportamento di chi si mette alla guida: deve essere previdente e saper anticipare il comportamento degli altri utenti. Sarebbe utilissimo per tutti partecipare a un corso di guida invernale: il fondo innevato serve molto per comprendere il comportamento dei veicoli tra l’altro a velocità gestibili, quindi in situazioni non stressanti».

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