L’anniversario

Il lungo volo
del Maggiolino

Il lungo volo <br />del Maggiolino
Con l’arrivo della VW Maggiolino importata da AMAG, alla fine degli anni Quaranta è decollata la mobilità privata in Svizzera

Il lungo volo
del Maggiolino

Con l’arrivo della VW Maggiolino importata da AMAG, alla fine degli anni Quaranta è decollata la mobilità privata in Svizzera

Quando Walter Haefner il 3 gennaio del 1945 rileva dall’Ufficio fallimenti di Riesbach un’azienda in rovina, AMAG Automobil und Motoren AG, fondando la «Neue AMAG Automobil un Motoren AG» di certo non poteva immaginare quale successo avrebbe avuto nel corso degli anni. La Seconda guerra mondiale non è ancora finita, ma Haefner, sorretto da un invidiabile spirito pionieristico, sa immaginare il futuro e intuisce che una volta concluso il periodo bellico, la gente avrà fame di automobili. Così sviluppa la sua idea: importare auto in Svizzera. Da subito, le sue mire cadono sul marchio Volkswagen, un’auto robusta e concepita per il popolo, ma l’unica marca disponibile dopo la guerra è l’inglese Standard. All’inizio del 1946 dieci Standard arrivano così in Svizzera e poco dopo anche le prime Triumph, e Chrysler, Plymouth, DeSoto e Dodge.

Nel 1948 arriva la Volkswagen

Il 28 aprile 1948 però, ecco realizzarsi il sogno di Haefner: AMAG stipula un «contratto di rappresentanza generale per il Volkswagen» e l’arrivo del leggendario Maggiolino darà il via ad un rapidissimo processo di motorizzazione in Svizzera. Grazie ad un prezzo accessibile, alla sua solidità e alla sua capacità di adattarsi perfettamente alla rete stradale svizzera, in prevalenza su colline e montagna, il Maggiolino diventa l’auto di riferimento per gran parte della popolazione del Paese, raggiungendo quote di mercato fino al 30%.

Erede del Maggiolino, tocca poi alla VW Golf, arrivata in Svizzera per la prima volta nel 1974, prendere lo scettro di auto più amata dagli svizzeri, con un volume di vendita pari a 660 mila veicoli.

L’erede di quella vettura negli anni ‘70 è diventata la Golf, della quale sono stati venduti finora 660 mila veicoli. E il futuro? Per i dirigenti la nuova colonna portante della casa tedesca dovrebbe essere l’elettrica ID.3

E dopo la Golf? Uno sguardo al futuro consente ad AMAG di puntare con fiducia sulla nuova ID.3 che debutterà sul mercato nel corso di questo 2020. L’ID.3 non è la prima auto elettrica prodotta da VW, ma la casa produttrice ha la ferrea volontà di farla diventare una colonna portante del suo mercato, un punto di riferimento, esattamente come è stato il caso per il Maggiolino.

La campagna diventa città

Dagli anni ‘50, AMAG non farà che crescere, proponendo soluzioni brillanti e innovative. Inaugurato nel 1956, il centro ricambi viene costruito separato dalla sede centrale, in un piccolo villaggio contadino del canton Zurigo, Buchs, che era lontano dai mercati e dalle vie di trasporto, ma provvisto di un collegamento ferroviario. E anche il centro di logistica di Birrfeld, nel canton Argovia, inaugurato nel 1965, inizialmente sembra fuori dal mondo: oggi entrambe queste località si trovano in mezzo a grandi agglomerati urbani, vicine a snodi autostradali e a raccordi ferroviari internazionali. Quando si dice che nel commercio per fare strada occorre avere visioni.

La nuova sede di AMAG a Cham riunisce quasi mille collaboratori del Gruppo
La nuova sede di AMAG a Cham riunisce quasi mille collaboratori del Gruppo
Nuovo centro di Cham: si lavora all’insegna della condivisione

Per i suoi 75 anni, il gruppo AMAG si è fatto un regalo: nell’autunno 2019 ha trasferito la propria sede principale nel nuovissimo stabilimento di Cham. Con l’occasione, un gran numero di collaboratori delle sedi di Schinznach-Bad, Buchs ZH, Baden e Zurigo (950 circa) sono stati riuniti in un unico luogo e in un nuovo ambiente lavorativo.

Open space luminosi e di gradi dimensioni caratterizzano la nuova sede, nella quale l’azienda ha investito molte risorse per cercare di favorire la perfetta integrazione dei dipendenti. Il cambiamento più evidente si identifica nel passaggio dalla cultura dell’io a quella del noi, che contempla per esempio la piena condivisione del posto di lavoro, che non è più riservato e personale. Nessuno a Cham dispone più di un ufficio, nemmeno i quadri dirigenti: il posto di lavoro è a disposizione di tutti e alla sera va riconsegnato pulito e spoglio di ogni effetto o documento personale.

La suoneria dei cellulari è spenta, consentita la modalità «vibra». Sul posto di lavoro non si mangia: a disposizione dei dipendenti ci sono zone pausa attrezzate per permettere il consumo di una merendina, oppure una confortevole mensa-ristorante nella quale oltre ad un grande buffet sono offerti, giornalmente, quattro menù. All’interno del nuovo centro sono a disposizione una palestra e una sala per corsi speciali; ai dipendenti per gli spostamenti sono messi a disposizione veicoli in car-sharing o e-bike. Morten Hannesbo, CEO del Gruppo afferma: ‹È stato eccezionale vedere come questo importante trasferimento sia avvenuto senza difficoltà grazie alla dettagliata organizzazione dei preparativi. Con nuove forme di lavoro e iter decisionali brevi, miriamo a diventare ancora più agili ed efficienti. Già dopo i primi tre mesi qui a Cham, ho constatato che stiamo riuscendo nel nostro intento›. AMAG impiega attualmente 6’641 collaboratori, ovvero 133 in più rispetto all’anno precedente, tra cui 735 apprendisti.

L’ESPERTO

Morten Hannesbo, CEO del gruppo AMAG
Morten Hannesbo, CEO del gruppo AMAG
«Ne siamo convinti: il futuro è elettrico»

«La nostra politica è chiara: siamo convinti che il futuro dell’automobile sarà elettrico e lavoriamo in questo senso». Morten Hannesbo, CEO del gruppo AMAG, snocciola le cifre: nel 2020 il Gruppo VW lancerà sul mercato 25 nuovi veicoli elettrici e 24 ibridi ricaricabili; entro il 2025 il numero delle auto elettriche salirà a 70 unità e quello delle ibride ricaricabili a 30, con un investimento di 30 miliardi da quest’anno al 2023.

L’auto elettrica però al momento è ancora piuttosto cara e non certo alla portata di tutti.

«È vero, ma bisogna fare bene i conti. A parte il fatto che l’energia necessaria per muovere il veicolo genera un risparmio rispetto all’alternativa del motore diesel o benzina, l’elettrico offre gratis al cliente la soluzione 4x4, quella più ricercata dalla clientela svizzera. Inoltre al momento attuale siamo confrontati con costi importanti delle batterie, destinati però a scendere entro 5 anni grazie alla messa a punto di batterie più piccole».

Costi a parte, quali difficoltà occorre ancora superare per favorire l’affermazione dell’auto elettrica?

«La rete di ricarica non è ancora performante e l’accesso alla stessa è reso complicato da procedure differenti a dipendenza del distributore. Inoltre la maggior parte degli svizzeri abita in case d’affitto e in questo contesto a volte risulta difficile poter installare al proprio domicilio una wall-box per la ricarica».

Non esiste anche un problema di autonomia, o di ricarica rapida?

«Il problema dell’autonomia mi sembra praticamente superato con i modelli più recenti, mentre la ricarica rapida gioca un ruolo secondario nelle scelte, anche se è importante per i lunghi viaggi. La maggior parte delle ricariche avviene sul posto di lavoro o a casa, ma occorre rendere più capillare l’infrastruttura di ricarica: a me la questione sembra semplice, dato che sulle strade c’è un palo della luce dappertutto».

LA CURIOSITÀ

Walter Haefner, fondatore di AMAG.
Walter Haefner, fondatore di AMAG.
Lungimiranza e innovazione

Assemblaggio per limitare i dazi

Fin dal 1947, AMAG costruisce uno stabilimento progettato in funzione dell’assemblaggio dei veicoli. Per quale motivo? Perché per le auto smontate e spedite dall’estero all’interno di grosso casse, i dazi sono decisamente minori, in quanto l’assemblaggio dà lavoro alla manodopera svizzera. Inoltre il montaggio svolto da AMAG garantisce standard di qualità eccellenti.

Con Swiss Ski da 50 anni

Innovativa e pionieristica anche in fatto di sponsorizzazione, AMAG unisce il proprio marchio a quello di Swiss-Ski nella stagione 1967/68 e da allora l’avventura continua: 296 le medaglie raccolte in 59 Mondiali e 13 Olimpiadi; 8500 circa i veicoli messi a disposizione di atleti e funzionari.

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