Energie alternative

L’idrogeno nel futuro della Svizzera

L’idrogeno nel futuro della Svizzera
Bertrand Piccard, pioniere, avventuriero, scienziato e fondatore di Solarimpulse Foundation, ospite a San Gallo, ha effettuato il primo storico pieno di idrogeno

L’idrogeno nel futuro della Svizzera

Bertrand Piccard, pioniere, avventuriero, scienziato e fondatore di Solarimpulse Foundation, ospite a San Gallo, ha effettuato il primo storico pieno di idrogeno

Entro la fine di quest’anno sull’asse San Gallo-Ginevra saranno cinque i distributori di idrogeno aperti, un sesto seguirà a febbraio 2021, da 700 bar per le autovetture e 350 per i mezzi pesanti. Per contro non c i sono piani ben definiti per implementare l’idrogeno sull’asse del San Gottardo.

L’Associazione mobilità H2 Svizzera, che conta 21 membri, lo scorso mese di luglio a San Gallo ha dato il via alla «rivoluzione all’idrogeno» con l’apertura della prima stazione di rifornimento di idrogeno Avia. Autovetture e mezzi pesanti possono da allora rifornirsi velocemente - al prezzo di circa 10 franchi al chilo, quantità sufficiente a percorrere 100 chilometri con un’automobile - e proseguire la loro corsa in modo elettrico e pulito. In quel di San Gallo, oltre che con la Hyundai Nexo, è stata data la possibilità di effettuare dei silenziosi e puliti giri di prova con le auto a idrogeno Toyota Mirai e Honda, presenti allo straordinario evento. Solo «idrogeno verde» (H2 Zero) alla stazione Avia di San Gallo, prodotto con energie rinnovabili dagli impianti speciali della Hydrospider AG. Ulteriori progetti sono allo studio. «Osterwalder St. Gallen AG» e le «St. Gallisch-Appenzellische Kraftwerke AG» (SAK), per esempio, hanno fondato la «Wasserstoffproduktion Ostschweiz AG», che entrerà in funzione nell’estate del 2021. A Basilea, «Fritz Meyer AG» e il fornitore di servizi energetici «IWB» stanno esaminando la costruzione di un impianto a Birsfelden.

50 camion a idrogeno in arrivo entro fine 2020
Mark Freymüller - CEO Hyundai Hydrogen Mobility AG -, ha annunciato che nel 2021 circoleranno sulle nostre strade almeno 150 camion a idrogeno. Ha parlato di mille autocarri previsti entro il 2023 e di milleseicento entro il 2025, i migliori clienti per i distributori di questo tipo di rifornimento, e di un corrispondente risparmio annuo di oltre 100’000 tonnellate di CO2. L’idrogeno per Hyundai è motivo di ricerca e sviluppo sin dal 1998. L’esperienza con veicoli commerciali risale al 2006 e l’inizio della produzione in serie di autoveicoli a celle di combustibile è avvenuta nel 2013. L’attuale modello alimentato a idrogeno, Nexo, è stato lanciato nel 2019. Hyundai ritiene che nel 2030 la produzione di veicoli a idrogeno raggiungerà la cifra di un milione l’anno.

Secondo Jürg Ackermann, presidente dell’Associazione mobilità H2 Svizzera, organizzata e finanziata da privati, la stazione di servizio Avia di San Gallo è solo l’inizio di una lunga serie di fornitori di idrogeno. Quest’anno, oltre alle stazioni già attive di San Gallo e Hunzenschwil, se ne aggiungeranno altre quattro nei cantoni Zurigo a Rümlang, Lucerna a Geuensee, Argovia a Zofingen e, a inizio 2021, nel canton Vaud a Crissier. Allo sviluppo di questa infrastruttura sulla rete stradale svizzera contribuiranno i camion a idrogeno Hyundai ordinati da Migros, Coop, Galliker Transport e altri diciotto soci.
Alla nostra domanda su possibili sviluppi sull’asse nord-sud, Jürg Ackermann ha risposto indicando tempi lunghi. Infatti, per il momento gli investimenti riguarderebbero solo i trasporti all’interno della Svizzera, nell’attesa che i mezzi pesanti a idrogeno trovino mercato anche in Germania e in Italia. Alla domanda sui costi di costruzione di un distributore di idrogeno non sono state indicate cifre precise, ma un più generico «dipende dalla situazione del sito». Lo scorso mese di febbraio lo stesso Ackermann aveva dichiarato al nostro giornale che sull’asse del San Gottardo «stiamo lavorando e posso senz’altro anticipare che entro il 2023 avremo delle stazioni di rifornimento anche sulla tratta Basilea-Lucerna-Ticino. Due nostri partner fondamentali, come Migros e Coop, hanno dei centri importanti in Ticino».

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