La novità

La prima Mazda elettrica
è d’ispirazione vegana

La prima Mazda elettrica<br />è d’ispirazione vegana
Design solido e dinamico

La prima Mazda elettrica
è d’ispirazione vegana

Design solido e dinamico

La prima Mazda elettrica<br />è d’ispirazione vegana
Mazda punta sul risparmio energetico

La prima Mazda elettrica
è d’ispirazione vegana

Mazda punta sul risparmio energetico

La prima Mazda elettrica<br />è d’ispirazione vegana
Interno semplice e tecnologico

La prima Mazda elettrica
è d’ispirazione vegana

Interno semplice e tecnologico

La prima Mazda elettrica<br />è d’ispirazione vegana
Si privilegia l’impiego di materiali naturali come il sughero e la plastica riciclata al posto della pelle

La prima Mazda elettrica
è d’ispirazione vegana

Si privilegia l’impiego di materiali naturali come il sughero e la plastica riciclata al posto della pelle

La prima Mazda elettrica<br />è d’ispirazione vegana
Le porte sono “freestyle”, senza montante centrale

La prima Mazda elettrica
è d’ispirazione vegana

Le porte sono “freestyle”, senza montante centrale

La prima Mazda elettrica<br />è d’ispirazione vegana

La prima Mazda elettrica
è d’ispirazione vegana

LEVERKUSEN - Quando si parla di auto completamente elettriche una delle domande principali, se non la prima, che si pone riguarda l’autonomia: la tendenza attuale è di proporre modelli che raggiungono, o superano, i 500 chilometri: una maggiore autonomia è sinonimo di indipendenza, di possibilità di effettuare lunghi spostamenti anche se nella vita quotidiana l’automobilista medio non percorre più di alcune decine di chilometri al giorno. Mazda, con il suo primo modello totalmente elettrico procede, è proprio il caso di dirlo, in controtendenza. Infatti, la MX-30 ha un’autonomia dichiarata che varia dai 200 ai 265 chilometri. Per quale motivo è così “limitata”? La risposta dei dirigenti della casa di Hiroshima è articolata e si basa su ragioni di ordine ambientale. In che misura la mobilità elettrica è realmente ecologica? Si è chiesto il costruttore giapponese che, nel contempo, continua ad offrire modelli con varie tecnologie, dal propulsore termico, benzina e diesel, fino all’ibrido. In generale, è stato spiegato alla stampa internazionale durante la presentazione dell’MX-30 nella sede centrale europea a Leverkusen, più l’autonomia di un veicolo elettrico è grande, più la batteria deve essere di grosse dimensioni e pesante (fino ad oltre 700 kg): questo significa che, dovendo “trascinare” un peso ragguardevole e non utilizzato al cento per cento, l’impatto ambientale sarà più importante non solo in fatto di consumi. Inoltre, ogni batteria contiene del litio la cui estrazione non è priva di conseguenze sull’ambiente. Di conseguenza, sottolineano gli esperti, più la batteria sarà piccola, più sarà leggera, economica e, soprattutto, con un “peso” ecologico meno rilevante. In quest’ottica un’autonomia di 200 km è più che sufficiente soprattutto se si considera che secondo l’Ufficio federale di statistica il tragitto casa-lavoro del pendolare tipo in Svizzera non supera in media i 15 chilometri (probabilmente in Ticino la distanza è superiore: a livello europeo si calcolano 48 km). La stessa argomentazione vale per gli spostamenti più lunghi che non dovrebbero porre problemi grazie all’ampia rete disponibile per la ricarica: in una stazione di ricarica veloce bastano 20-40 minuti per fare l’80% del pieno di energia. Ma la sensibilità verde di Mazda non si limita alla batteria (che pesa solo 310 kg e, considerando l’energia necessaria per la fabbricazione e lo smaltimento, produce meno emissioni di CO2 rispetto a una batteria di maggiori dimensioni).
Anche nella realizzazione degli interni è stata prestata particolare attenzione alla scelta di materiali naturali o riciclati, in ogni caso a basso impatto ambientale, come il sughero, o sostituendo i rivestimenti in pelle con un’alternativa definita vegana. Il design esterno ha il suo punto di partenza nel frontale che genera un corpo solido e compatto ma allo stesso tempo conferisce alla MX-30 una linea dinamica.
L’abitacolo: si accede con le porte “freestyle”, senza montante centrale, ed è all’insegna della semplicità con un touchscreen di 7 pollici e una console flottante centrale, indipendente dalla plancia, mentre il quadro strumenti è stato progettato per creare un senso di continuità e di leggerezza. Come detto la MX-30 introduce una nuova tecnologia di trazione elettrica per Mazda: il costruttore ha tra l’altro sviluppato un proprio concetto di pedale per il motore elettrico che riduce i tempi di risposta e, inoltre, tramite l’impianto audio assicura un suono relativo alla coppia erogata. Durante il primo contatto, dopo aver percorso 200 km in pianura, la MX-30 si è dimostrata pienamente all’altezza delle aspettative: confortevole, silenziosa (l’accelerazione in autostrada dà l’impressione, grazie al particolare sound, di avere un motore termico sotto il cofano), spaziosa, con un’ottima tenuta di strada e con uno sterzo preciso. L’aspettiamo al varco nel nostro territorio prealpino e alpino. La nuova MX-30, a trazione anteriore, è disponibile da subito: il prezzo parte da 36.900 franchi e va fino a 43.300.

La prima Mazda elettrica<br />è d’ispirazione vegana
La scheda

Motore: elettrico di 107 kW (145 CV) e coppia di 271 Nm
Batteria: di 35,5 kWh, pesante 310 kg
Velocità massima: 140 km/h (limitata elettronicamente)
Accelerazione: da 0 a 100 km/h in 9,7 secondi
Consumo: 19 kWh/100 km
Autonomia: da 200 km (ciclo misto) a 265 (ciclo urbano)

Mi piace
La filosofia con cui è stata concepita: la sensibilità ecologia riguarda tutta la vettura; il comfort e la stabilità; il design moderno e alternativo.

Non mi piace
L’autonomia di 200 km è certamente una scelta lodevole e ben motivata. Bisognerà vedere se si riuscirà a convincere la schiera sempre più ampia degli automobilisti interessati alla mobilità elettrica o alternativa. La sfida è lanciata.

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