LE AUTO CHE HANNO FATTO LA STORIA

Lamborghini Jalpa,
l’ultima V8 del toro

Lamborghini Jalpa, <br />l’ultima V8 del toro

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La Lamborghini Jalpa merita un suo spazio nella storia della marca italiana non solo perché rappresenta l’ultima V8 prodotta in serie. Questa filante berlinetta, che esordì come prototipo nell’81 a Ginevra per entrare in produzione l’anno dopo, proseguiva nel cammino evolutivo iniziato anni prima con Urraco e Silhouette ed era stata concepita dai designer di Bertone fin da subito come un’auto con il tettuccio asportabile tipo “targa” e massicci paraurti e appendici aerodinamiche – anche se l’alettone posteriore del prototipo sparì dalle varianti in produzione. Molti ritengono inoltre che questo modello fu decisamente importante giacché permise all’azienda emiliana di sopravvivere prima di essere assorbita dalla Chrysler.

Il pezzo forte di questa notevole supercar resta comunque la meccanica, considerato che è mossa da un poderoso V8 di 3,5 litri da 255 CV a 7’500 giri (e 313 Nm di coppia a 3’500 giri), forte di ben quattro carburatori doppio corpo e montato trasversalmente. La potenza è erogata a regimi più bassi, a tutto vantaggio della guidabilità. Molto simile al modello precedente, la Silhouette, la Jalpa si distingueva per il frontale con una nuova calandra a griglia che integra i fendinebbia, i cerchi da 16” dalla diversa foggia e altri elementi secondari, ma ne riprendeva stilemi come paraurti e prese d’aria sui montanti rifiniti in nero opaco, oltre ai gruppi ottici posteriori rettangolari.

All’interno lo spazio è limitato all’essenziale e spicca una plancia orientata verso il guidatore che si fonda su sette strumenti circolari. La leva del cambio a cinque rapporti è spettacolare, con la griglia a settori che permette cambiate veloci ma impegnative poiché non concedono errori. I sedili ben profilati e regolabili nell’inclinazione sono un altro plus dell’ultima sportiva con propulsore V8-16 valvole di Sant’Agata Bolognese, considerato che trattengono bene lateralmente ma sembrano un po’ stretti. E dietro ai sedili c’è lo spazio in cui riporre il tettuccio asportabile in metallo o una valigia compatta – che in alternativa trova posto anche nel piccolo vano dietro al motore.

A Ginevra nel 1984 debutta già la seconda serie, che altro non è se non un leggero restyling che punta a rendere più esclusiva la Jalpa. Svariate componenti che in precedenza erano nere son ora in tinta con la carrozzeria, i gruppi ottici rettangolari cedono il passo a due fanali circolari, il volante aumenta di diametro e di serie arrivano condizionatore d’aria e alzacristalli elettrici. Manca sempre l’ABS, ma ciò è forse dovuto al fatto che lo si considera come un sistema che influenzerebbe il carattere grintosissimo di questa Lamborghini, molto a suo agio anche in pista sia per il temperamento, quanto per la rumorosità roca del suo V8.

Vettura per piloti esperti, poiché richiedeva una certa “competenza” e affrontava senza timori la guida in pista, la Jalpa uscì di produzione nel 1988 dopo che ne erano stati assemblati 421 esemplari. Uno di questi, una Jalpa nera, fu impiegato per le riprese di “Rocky IV” con Sylvester Stallone, mentre un’altra, bianca, fu protagonista di una puntata del telefilm “Miami Vice”, sempre negli anni ’80.

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La scheda della Lamborghini Jalpa P350 (1982)

Cilindrata: 3’485 cc
Potenza e coppia: 255 CV, 313 Nm
Velocità massima: 250 km/h
Accelerazione: 0-100 km/h in 6,0”
Consumo medio ECE: 16,9 l/100 Km
Peso a vuoto: 1’510 kg

Dati da: Quattroruote TAM, 1982

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