Le auto che hanno fatto la storia

Prelude, il coupé
tecnologia e comfort

Prelude, il coupé <br />tecnologia e comfort

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La Honda Prelude è stata per decenni uno dei modelli di punta del marchio nipponico. Su questo coupé elegante, infatti, per cinque generazioni la Honda ha fatto debuttare o sviluppato tecnologie all’avanguardia, ottenendo anche un discreto successo di vendita grazie al layout “4 posti” con un buon bagagliaio e al design quasi sempre apprezzato dai clienti su scala mondiale.
Lanciata nel 1978, la Prelude si presentava come una vettura compatta (409 cm) agli inizi, essendo derivata dalla seconda serie dell’Honda Civic, come lo evidenziava chiaramente il frontale e le dimensioni tutto sommato piuttosto compatte. Prodotta fino al 1982 le prime Prelude montavano (per l’export) un “millesei” da 80 CV e offrivano il cambio meccanico o automatico. Era un motore che adottava la tecnologia CVCC, utile per ridurre le emissioni nocive.
Già nel 1982 arriva la seconda generazione, più austera e imponente, oltre che dotata dei caratteristici fari a scomparsa. Era mossa da un 1,8 litri a 3 valvole per cilindro da 105 CV e in seguito da un generoso 2,0 litri 16 valvole con 137 CV. Come per il primo modello, la nuova Prelude era più una più una granturismo confortevole che una sportiva pura, ma tali doti erano molto apprezzate dall’utenza europea e svizzera in particolare. La dotazione più che ricca proponeva pure il sistema ALB, l’antibloccaggio dei freni ideato dalla Honda e le versioni EX offrivano in opzione il cambio automatico. Leggera e agile, la se-conda Prelude fu tra le più vendute in Europa e negli USA.

La terza serie, lanciata nell’88, era un’evoluzione profonda della precedente, dove i fari retrattili erano interamente incapsulati e le grandi superfici vetrate permettevano una visione a 339° al guidatore. Di serie su questa vettura hanno inizialmente esordito il tetto apribile vetrato e il servosterzo di serie, mentre sulle varianti più lussuose erano offerti alzacristalli elettrici e regolatore di velocità. In seguito, arriveranno anche la chiusura centralizzata, un tergilunotto, gli specchietti a comando elettrico, mentre in opzione spiccavano condizionatore e interni in pelle.

Il propulsore di questa Prelude era un generoso 2,0 litri-16 valvole, che era bialbero (a iniezione) sui modelli al vertice della gamma. Accoppiati a dei cambi meccanici o automatici, i 4 cilindri Honda erogavano 110 o 145 CV.
Ma il “pezzo forte” al debutto su questa serie è il sistema 4WS (4 wheel steering), il quale rende la Prelude la prima vettura prodotta in serie dotata di quattro ruote sterzanti. Sviluppato dopo dieci anni di ricerche, il sistema permette al coupé giapponese cambiamenti di direzione a elevata velocità molto sicuri e manovre a bassa velocità rese possibile in spazi ristrettissimi. Tale innovazione è resa possibile dal collegamento meccanico della scatola dello sterzo al retrotreno mediante un albero di trasmissione centrale specifico.
La Prelude quarta serie ha completamente rotto con gli schemi tradizionali, presentandosi come una filante e sinuosa vettura sportiva, mantenendo però un abitacolo confortevole, luminoso, ben equipaggiato e rifinito con cura. Cancellati i fari a scomparsa e i tre volumi distinti delle precedenti generazioni, il modello che debuttò sul mercato a inizio anni ’90 fu caratterizzato da un’eccellente grado di robustezza e affidabilità, doti che – unite alle soluzioni tecniche che vantava – l’hanno paradossalmente relegata a un ruolo di base per preparatori dilettanti e pasticcioni del tuning, tanto che ormai sono rimasti pochissimi esemplari con le caratteristiche originali e non “contaminati” da cerchi, scarichi, assetti o modifiche poco consone alle qualità di questo coupé elegante e raffinato. Proprio su questo modello furono montati il sistema 4WS a comando elettronico, oltre al sistema di controllo delle valvole VTEC. A seconda dei mercati fu montato su un brillante 4 cilindri bialbero di 2,2 litri da 185 CV, affiancato nella gamma da un omogeneo 2,3 litri con 160 CV e dal 2,0 litri da 133 CV (variante che non adottava il 4WS).
Esteticamente caratterizzato dal frontale con i fari orizzontali e dalla coda alta e tondeggiante, il coupé Prelude penultima serie montava il tetto apribile elettrico, mentre all’interno spiccavano vari elementi della strumentazione digitali.

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Questa Honda sportiva, bella da guidare quanto spaziosa e piuttosto grintosa, svolse il ruolo di Safety Car nel 1994 al Gran Premio del Giappone di F1 prima di essere sostituita nel ’97 dalla Prelude ultima generazione. Più squadrato, con il frontale contraddistinto dai fari rettangolari quasi verticali, la Prelude “finale” ha una coda tronca con gruppi ottici orizzontali e riprende vagamente il layout delle prime tre generazioni, con la carrozzeria a tre volumi ben distinti. Torna al classico anche l’abitacolo, con il cruscotto meno “digitale” e i comandi disposti diversamente, ma resta l’abitabilità notevole e l’equipaggiamento nettamente superiore alla media. Proprio su questo modello Honda fece esordire l’Active Torque Transfer System (ATTS), rivoluzionario sistema a gestione elettronica (novità mondiale) che distribuisce la coppia sull’assale anteriore in base all’angolo di sterzata e alla pressione sull’acceleratore agendo sulla ruota esterna in curva; l’ATTS si è dimostrato una vera risorsa per chi predilige la guida sportiva con una trazione anteriore.

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Per l’Europa furono previsti un 2,0 litri monoalbero da 134 CV e, al vertice dell’offerta, un 2,2 litri VTEC da 185 CV, con quest’ultimo che adottava in esclusiva anche il sistema 4WS ulteriormente affinato. In alcuni Paesi dal 1999 fu disponibile anche una versione da 200 CV del 2,2 litri, ancor più pronto ed elastico, che rappresenterà il canto del cigno per questo modello iconico, uscito di produzione esattamente vent’anni fa. Complessiva-mente la Honda produsse oltre 826’000 Prelude; la seconda generazione fu la più apprezzata con 336’599 esemplari, mentre la quinta non andò oltre le 58’118 unità.

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La scheda Honda Prelude 2.2 16V V-TEC

Cilindrata: 2’157 cc
Potenza e coppia: 185 CV, 212 Nm
Velocità massima: 228 km/h
Accelerazione: 0-100 km/h in 7,1”
Consumo medio: 8,6 l/100 km
Peso a vuoto: 1’305 kg

Dati dal Catalogue de la Revue Automobile 1994

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