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Renaulution, il futuro secondo Renault

Renaulution, il futuro secondo Renault

Renaulution, il futuro secondo Renault

Renaulution, il futuro secondo Renault

Renaulution, il futuro secondo Renault

Renaulution, il futuro secondo Renault

Renaulution, il futuro secondo Renault

Il 14 gennaio Luca de Meo, da poco arrivato alla testa del gruppo francese Renault al posto di Carlos Ghosn, annunciava la «Renaulution» della sua azienda.
Ma cosa si nasconde dietro questo neologismo che di certo non passa inosservato? A quanto pare, non si tratta semplicemente di colpire il potenziale cliente attirando la sua attenzione sulla strategia della casa francese.
Oltre a un vasto piano di risparmio, che punta a razionalizzare la produzione industriale e a ridurre la quota di investimenti in ricerca e sviluppo, de Meo vuole organizzare un riposizionamento della costellazione di marchi che appartengono al Gruppo.
Renault
intende risalire la gamma per generare margini più confortevoli, mentre Dacia vuole emanciparsi senza rinunciare alla sua identità a basso costo. Lada, acquisita dal Gruppo nel 2017, in futuro dovrà appoggiarsi per lo sviluppo dei suoi modelli in maniera più stretta con il produttore rumeno. Alpine, massima espressione della sportività della casa della losanga, rinuncerà presto a tutti i motori termici per specializzarsi nell’elettrico premium.
Ma la tentazione dell’elettrico, che di questi tempi diventa un obbligo, sarà patrimonio comune di tutto il Gruppo, che entro il 2025 presenterà ben 14 nuovi modelli, dei quali 7 completamente a batteria.
E tra questi, a monopolizzare l’attenzione durante l’evento è stata una riedizione in chiave futuristica di un vecchio cavallo di battaglia, la Renault 5, della quale abbiamo già riferito. L’iconica city car, reinventata sotto la guida del designer Gilles Vidal (ex-Peugeot), è attesa ad un clamoroso ritorno entro il 2023 ed è stata pensata come un veicolo economico e popolare, in linea con il suo predecessore, lanciato nel 1972.

Il prototipo della nuova Renault 5
Il prototipo della nuova Renault 5

Dacia, che resta il marchio che offre il miglior rapporto qualità-prezzo del Gruppo, entro fine anno dovrebbe presentare Spring, la sua prima auto ad emissioni zero. Ma all’orizzonte, sotto la guida di Alejandro Mesonero-Romanos, che ha lavorato per Seat e Cupra fino al 2020, si profila la concept car Bigster, un SUV a 7 posti, lungo circa 4,60 metri, con linee molto muscolose che gli danno l’identità del 4x4.

Un’anteprima della concept car Dacia Bigster
Un’anteprima della concept car Dacia Bigster

«Il piano Renaulution consiste nell’orientare tutta l’azienda facendola passare dalla ripresa dei volumi al valore. Più che di una ripresa, si tratta di una profonda trasformazione del nostro business model. Abbiamo creato basi sane e solide per le nostre performance. Abbiamo razionalizzato le nostre operazioni, a cominciare dall’ingegneria, adeguando le nostre dimensioni quando necessario, riallocando le risorse verso i prodotti e le tecnologie ad alto potenziale. Questa maggiore efficacia alimenterà la nostra futura gamma di prodotti: tecnologici, elettrificati e competitivi» ha spiegato il CEO Luca de Meo.
All’orizzonte si profila anche una nuova generazione di Lada Niva, sull’onda di recupero di vecchi modelli in chiave neo-retro. Un designer francese, Jean-Philippe Salar, ha appena preso le redini del design dell’azienda russa.
Il marchio Alpine da parte sua riunirà le auto Alpine, Renault Sport Cars e Renault Sport Racing in una nuova entità che si dedicherà allo sviluppo di auto sportive (la Formula Uno competerà ad Alpine) esclusive ed innovative. La sua direzione annuncia il lancio, a medio termine, di tre modelli: una city car, un SUV compatto e un coupé che sarà sviluppato in collaborazione con Lotus. Questo terzetto sarà mosso esclusivamente da motori elettrici, poiché l’azienda di Dieppe non svilupperà più motori a combustione dopo che la A110 fra qualche anno finirà il suo ciclo.

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