CIRCOLAZIONE

Basta agli incidenti causati dall’angolo morto

Come spiega il TCS, i nuovi assistenti di cambiamento di direzione permettono di evitare le collisioni tra gli autocarri che svoltano a destra e i ciclisti che proseguono dritto

Basta agli incidenti causati dall’angolo morto
Ciclisti sulla strada cantonale tra Paradiso e Melide. (Foto Archivio CdT)

Basta agli incidenti causati dall’angolo morto

Ciclisti sulla strada cantonale tra Paradiso e Melide. (Foto Archivio CdT)

EMMEN (LU) - In Svizzera, tra il 2011 e il 2018 hanno avuto luogo 32 incidenti tra autocarri che svoltavano a destra e ciclisti che proseguivano dritto. Ben 15 ciclisti sono rimasti feriti in modo grave e 13 hanno addirittura perso la vita.

Come spiega il TCS in un comunicato, spesso la causa di questo tipo di scontri è il cosiddetto angolo morto, che come si può constatare è potenzialmente letale. Per ridurre al minimo tale rischio, il Touring Club Svizzero consiglia l’utilizzo di assistenti di cambiamento di direzione, che permettono di estendere il campo visivo del conducente dell’autocarro grazie a un sistema di monitoraggio con videocamera o schermo, o per mezzo di sensori che azionano un avvertimento acustico o visivo (spia luminosa). Al momento ci sono diverse tecnologie a disposizione, quali radar, ultrasuoni o rilevatori ottici.

Il test pratico
Il TCS ha testato la funzionalità di due diversi sistemi, il primo basato su sensori radar integrati nel parafango destro e il secondo composto da quattro videocamere a ultraquadrangolo montate sui quattro lati del veicolo per garantire una visuale a 360 gradi. I risultati indicano che in linea di principio entrambi i sistemi sono in grado di individuare i ciclisti che circolano nella zona critica sulla destra, tuttavia, con il dispositivo radar una persona che si trovava vicino alla cabina del conducente non è stata individuata durante il test.

Conclusione
Gli assistenti di cambiamento di direzione sono un importante alleato contro il punto morto e permettono di evitare collisioni potenzialmente mortali con i ciclisti, costituendo un buon strumento di prevenzione degli incidenti. Per tale motivo, l’Unione Europea ha introdotto un obbligo di montare questi sistemi su tutti gli autocarri nuovamente omologati a partire dal 2022. Per quando riguarda la Svizzera, il TCS raccomanda caldamente il loro impiego.

In ogni caso, è importante sottolineare che questi sistemi hanno anche dei limiti, di cui i conducenti devono essere ben consapevoli.

©CdT.ch - Riproduzione riservata

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