Con l’Audi Avant A6 50 TDI
il viaggio si trasforma in piacere

LE NOSTRE PROVE

Il motore è un silenzioso sei cilindri di tre litri, la trazione sulle quattro ruote è gestita da un aristocratico cambio Tiptronic a otto rapporti

Con l’Audi Avant A6 50 TDI <br />il viaggio si trasforma in piacere

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Nei «marais» della Camargue, il regno dei fenicotteri

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Nei «marais» della Camargue, il regno dei fenicotteri

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SAINTES-MARIES-DE-LA-MER - Abbiamo voluto spingerci sin qui, nel Midi della Francia, a cavallo tra aprile e maggio, per testare l’Audi A6 Avant nella sua versione denominata 50 TDI Sport. Il motore è un silenzioso sei cilindri di tre litri, la trazione sulle quattro ruote è gestita da un aristocratico cambio Tiptronic a otto rapporti, così discreto da non farsi praticamente mai sentire. Evviva la morbidezza e l’ottima sincronizzazione.
In Camargue non è ancora cominciata la stagione del grande turismo, i fenicotteri rosa vagano indisturbati alla ricerca di cibo tra i «marais», i bianchi puledri pascolano placidamente e noi scivoliamo via quasi impercettibili a bordo della nostra auto. Nel nostro viaggio abbiamo percorso grosso modo 1800 chilometri su autostrade e strade nazionali o regionali, affrontando sole, vento e pioggia, sull’asfalto, ma anche su tratti sterrati.
Il bilancio dell’avventura da un punto di vista strettamente legato all’utilizzo del veicolo? Fantastico.

L’Audi A6 Avant è una compagna di viaggio affidabile e fedele, che nemmeno nelle situazioni più difficili riesce a farti mancare il suo comfort.
Spazio abbondante (e si sa quanto sia importante nel momento del viaggio), silenziosità a bordo, tecnologia d’avanguardia, totale confortevolezza, a partire da sedili ergonomici che nemmeno se guidi otto ore filate (ed è stato il nostro caso, seppur supportati da un cambio in corsa del guidatore) ti verrebbe un po’ di mal di schiena.
«La nuova Audi Avant è votata alle lunghe distanze, anche grazie al basso livello di rumorosità degli interni» recitava il comunicato diramato dalla casa tedesca al momento del lancio della vettura, avvenuto sul finire della scorsa estate. Dopo il nostro test non possiamo far altro che confermare l’affermazione e sottolineare la versatilità di questo modello - a scanso di equivoci stiamo parlando di una station wagon - che si propone con un design moderno ed elegante, abbinato ad un assetto che non è certamente sbagliato definire sportivo.
Nel corso del nostro lungo viaggio abbiamo potuto apprezzare la ricca dotazione che ci è stata fornita a livello di infotainment e assistenza alla guida, anche se bisogna dire chiaramente che gli equipaggiamenti supplementari costituiscono una spesa di bilancio probabilmente eccessiva per un’auto che parte già da un prezzo base di 84 mila franchi e che, nel nostro caso, arrivava a costare la bellezza di 129’605 franchi, per un totale di dotazioni extra di oltre 45 mila fr.
Nell’abitacolo spiccano due ampi display, dei quali quello che regola l’infotainment è touch screen e può in qualche caso indurre il guidatore a delle distrazioni. Chiaro, leggibile e sempre sott’occhio, invece, il «virtual cockpit» che fornisce dati di viaggio, navigazione e informazioni sulla strada.
A livello di guida, va sottolineato che è possibile richiedere le quattro ruote sterzanti, che facilitano l’agilità della manovra. Un assistente di guida adattivo è in grado di adeguare in anticipo la velocità ai limiti in vigore e persino alle curve e alle rotatorie. Questo significa non doversi più nemmeno preoccupare di adattare la propria guida agli indicatori di velocità. Niente più multe dovute ad eventuali intercettazioni radar insomma...
Due parole per finire le riserviamo ancora al sei cilindri a V turbodiesel che abbiamo provato, lo stesso montato sulla Audi Q8 di cui abbiamo riferito (cfr. CdT 15 maggio scorso).
Intanto, va detto che anche questo propulsore è dotato della tecnologia ibrida leggera (MHEV) che secondo il costruttore può ridurre i consumi di carburante sino a 7 dl per ogni 100 chilometri. Il motorino elettrico montato sulla Audi recupera energia in fase di decelerazione e immagazzina la corrente che poi libera secondo necessità, permettendo alla vettura di usufruirne in fase di partenza e durante il viaggio, quando la velocità è compresa tra 55 e 160 km/h.
Ancora sul motore: detto che potenza (286 CV) e coppia (620 Nm) si fanno sentire, forse va osservato uno strano effetto in fase di accelerazione per una risposta del propulsore che sembra un tantino tardiva in relazione alla richiesta di potenza. Questo porta ad insistere sul pedale del gas, con l’effetto che quando il TDI risponde davvero, c’è persino un’eccesso di foga che può dare fastidio. Bisogna abituarsi, dirà qualcuno. Giusto, ma senza questa piccola stonatura, parleremmo di una vettura perfetta.

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