I tre big d’Europa cambiamo rapidamente pelle

Saloni dell’auto

Tutti gli attori sono costretti a innovare in un settore in rapida evoluzione

I tre big d’Europa cambiamo rapidamente pelle
Foto Archivio CdT

I tre big d’Europa cambiamo rapidamente pelle

Foto Archivio CdT

GINEVRA - I tre principali saloni europei dell’automobile - Francoforte, Ginevra e Parigi - stanno cambiando pelle rapidamente. A Francoforte, gli organizzatori si stanno focalizzando maggiormente sugli espositori tedeschi, a Ginevra i visitatori sono invitati a testare le auto elettriche, mentre a Parigi si punta sull’organizzazione di manifestazioni a margine della manifestazione che non riguardano solo il mondo della quattro ruote.

«In futuro, rimarrà un solo grande salone automobilistico in Europa», ha dichiarato oggi all’AWP Olivier Rihs, il nuovo direttore del Geneva International Motor Show (GIMS), il Salone di Ginevra. Tutti gli attori sono costretti a innovare in un settore in rapida evoluzione. «In questo senso, le notizie annunciate oggi a Parigi e Francoforte non devono essere interpretate negativamente».

Ginevra ha svelato di recente ai media specializzati tre novità per la novantesima edizione prevista dal 5 al 15 marzo 2020. La principale riguarda il padiglione 7 del Palexpo dove verrà costruito un circuito lungo il quale il pubblico potrà testare i veicoli elettrici. In un recente sondaggio, gli organizzatori hanno scoperto che il 97% dei proprietari di auto non ha mai guidato un veicolo elettrico o ibrido.

«Non basta più semplicemente presentare i modelli su un tappeto rosso. I visitatori vogliono interagire», ha spiegato Olivier Rihs. Questo comporta anche lo sviluppo di piattaforme digitali che permettano agli appassionati di seguire la manifestazione a distanza. L’obiettivo, nondimeno, rimarrà quello di attrarre da 600.000 a 700.000 visitatori al Palexpo, sapendo che bisogna ragionare in termini di mobilità in senso lato, ha spiegato Rihs.

GIMS inoltre presenterà le ultime innovazioni tecnologiche, offrendo anche incontri con le start-up del settore. Tuttavia, ha sottolineato il responsabile del salone, «vogliamo conservare il nostro DNA. L’organizzazione di eventi fuori dall’area dell’esposizione come è previsto da Parigi il prossimo anno non è all’ordine del giorno per Ginevra».

Il salone di Ginevra, rispetto ai suoi concorrenti, mantiene il vantaggio di essere organizzato su «terreno neutrale», un atout cui i marchi sono sensibili quando si presentano a livello internazionale. Ma, come ha sottolineato Rihs, in futuro dovrebbero rimanere solo pochi grandi gruppi automobilistici internazionali, forse cinque o sei.

La situazione sta cambiando e il fatto che il Salone di Francoforte a settembre sarà disertato da una ventina di grandi case automobilistiche - tra cui tutti i marchi dell’alleanza Renault-Nissan-Mitsubishi, così come Toyota e General Motors - rafforza questa tendenza. Ma Francoforte è considerata un pioniere nella trasformazione digitale, ad esempio.

Ginevra non è risparmiata dalle defezioni, ma in misura molto minore, e Olivier Rihs si dice ottimista per il 2020. Tuttavia, «dobbiamo innovare ogni anno, mentre prima potevamo fare più o meno la stessa cosa per 30 o 40 anni». Rispetto al 2018, il salone ginevrino ha perso quest’anno il 9% dei visitatori, per un totale di 602.000 visitatori.

©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

Ultime notizie: Motori
  • 1
  • 1