L’intervista

«La guida autonoma sarà presto una realtà»

Secondo il Ceo di Amag Morten Hannesbo «è in arrivo una rivoluzione che trasformerà l’industria dell’automobile, migliorerà la società e offrirà vantaggi inimmaginabili soprattutto agli anziani»

«La guida autonoma sarà presto una realtà»
Il Ceo di Amag, Morten Hannesbo.

«La guida autonoma sarà presto una realtà»

Il Ceo di Amag, Morten Hannesbo.

«La guida autonoma sarà presto una realtà»
Tra le novità in arrivo in casa Amag, la nuova VW T-Cross.

«La guida autonoma sarà presto una realtà»

Tra le novità in arrivo in casa Amag, la nuova VW T-Cross.

«La guida autonoma sarà presto una realtà»
La Audi e-tron, avanguardia dell’imminente offensiva del gruppo nel settore dei motori elettrici.

«La guida autonoma sarà presto una realtà»

La Audi e-tron, avanguardia dell’imminente offensiva del gruppo nel settore dei motori elettrici.

«La guida autonoma sarà presto una realtà»
La Skoda Octavia per il secondo anno consecutivo è stata l’automobile preferita dagli svizzeri.

«La guida autonoma sarà presto una realtà»

La Skoda Octavia per il secondo anno consecutivo è stata l’automobile preferita dagli svizzeri.

«La guida autonoma sarà presto una realtà»
Il grande SUV Tarraco, la novità di casa Seat.

«La guida autonoma sarà presto una realtà»

Il grande SUV Tarraco, la novità di casa Seat.

LENK - Di origini danesi, classe 1962, CEO di Amag dal 1. ottobre del 2009, Morten Hannesbo non coltiva soltanto la passione per le auto e i motori. È anche un appassionato di vini ed è bello sapere che tra i suoi preferiti ci sono pure quelli ticinesi. Immaginiamo che lo sappiano anche i suoi collaboratori, dato che alla serata ufficiale organizzata recentemente da Amag per i giornalisti del settore auto a Lenk, ad accompagnare la cena facevano bella figura un bianco e un rosso prodotti nel nostro cantone.

«Personalmente adoro il “Castello Luigi” prodotto da Zanini, ma in generale mi lascio sedurre volentieri da tutta la vostra produzione cantonale» afferma Morten Hannesbo. Con lui però è tempo di parlare di auto e dell’annata 2018 di Amag, che pur non essendo stata tra le migliori di sempre viene giudicata positiva. Il fatturato del gruppo si è mantenuto sui livelli dell’anno precedente, consolidandosi a 4,6 miliardi di franchi, anche se la cifra globale delle auto immatricolate è scesa del 4,6%. I marchi Volkswagen, Audi, Skoda, Seat e i veicoli commerciali VW sono riusciti a raggiungere una quota di mercato complessiva del 27,3%. «Il mercato svizzero è un po’ saturo, molti clienti stanno aspettando l’arrivo delle nuove tecnologie. In effetti lo sviluppo della quota di mercato dei veicoli elettrici e ibridi è una realtà e anche se al momento attuale siamo al 3%, non bisogna negare che queste tecnologie arriveranno. Quando? Forse nel 2020, o nel 2021, ma ci confronteremo con questa offensiva» dice il CEO di Amag.

La società nel 2018 è stata confrontata anche con difficoltà connesse con le incertezze nelle consegne, verificatesi con il passaggio alla nuova serie di test per l’omologazione WLTP (un test su consumi ed emissioni più severo rispetto al precedente protocollo NEDC) e in relazione alla tematica diesel EA189. «Lo scorso anno Amag è stato il primo al mondo a poter annunciare la conclusione degli interventi di rettifica su tutti i motori a gasolio della famiglia EA189. E permettetemi di dire che non capisco tutta l’isteria che ruota attorno al diesel, uno dei motori più puliti in circolazione» afferma ancora Morten Hannesbo.

Vogliamo parlare di auto a guida autonoma? Quanto siamo ancora lontani da questa tecnologia?
«Penso che la guida autonoma arriverà: tra cinque, massimo dieci anni. Sarà utilizzata prima di tutto in autostrada, poi si diffonderà dappertutto, perché questa tecnologia non è un’utopia, è realtà ed esiste già. Sono convinto che migliorerà la società, perché la popolazione invecchia e per le persone anziane questa novità sarà un’opportunità incredibile da cogliere, vista l’importanza della mobilità. Ne trarrà vantaggio anche l’industria dell’automobile, che si confronterà nei prossimi anni con una vera e propria rivoluzione tecnologica, legata alla digitalizzazione dell’auto e alla sua interconnessione costante con la realtà. I cambiamenti in arrivo nei prossimi 5-10 anni rivoluzioneranno il settore più di quanto non hanno fatto i progressi tecnologici degli ultimi cinquant’anni».

Cosa comporta per chi sta ai vertici del settore auto questa rivoluzione? Forse il rischio di sbagliare qualche scelta strategica?
«In effetti siamo di fronte ad una grande sfida, che richiede rapidità nelle scelte, vigilanza, capacità di anticipare le tendenze. La condivisione dell’auto (preferita soprattutto dai giovani), motore elettrico, ibrido o motore a idrogeno: il rischio di sbagliare qualche scelta è dietro l’uscio, mentre si annuncia lo sbarco dei fabbricanti cinesi in Europa».

Questi cambiamenti come si ripercuoteranno sui concessionari al fronte?
«È ancora difficile dirlo con precisione, ma avremo a che fare con concessionarie necessariamente più grandi, connesse una con l’altra. Il cliente cambia abitudini, sceglierà e comprerà l’auto online. L’automobile di oggi è già connessa con la casa produttrice, la grande sfida sarà di connettere anche le auto prodotte ieri. Stiamo elaborando una strategia con Swisscom. Ho incontrato 800 concessionari recentemente ad un convegno e alcuni sono convinti che fra cinque anni tutto sarà come ora: è un grave errore, bisogna cambiare il modo di pensare, tra oggi e domani sarà come tra il giorno e la notte».

Il SUV è l’auto di tendenza. Continuerà?
«SUV e trazione integrale sono quello che richiede il mercato e questo non aiuta i fabbricanti nel contenimento delle emissioni di CO2 richiesto dalla politica. Personalmente mi chiedo se davvero tutti hanno bisogno di un 4x4 per muoversi sulla strada, ma non è mio compito rispondere alla domanda. Se la gente chiede l’auto a trazione integrale, noi gliela daremo».

Torniamo al vostro fatturato: come si spiega che sia rimasto immutato a fronte di un numero di auto vendute inferiore rispetto all’anno precedente? L’auto costa di più?
«Sì, i prezzi delle nuove automobili sono aumentati e a contribuire a questo rincaro ci sono state soprattutto le richieste di optional da parte dei clienti».

È vero che l’auto elettrica costerà meno in termini di manutenzione rispetto all’auto col motore a scoppio?
«Stimo che i costi per la manutenzione del motore elettrico diminuiranno di un terzo rispetto al motore tradizionale e questo deve far riflettere tutto il settore: per me il fatturato nel dopo vendita rischia una flessione fino al 50% rispetto alla cifra attuale e dunque sarà necessario aumentare le vendite per sopperire alle perdite».

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