Nel mondo più di 350 mila casi, 100 mila guariti e 15 mila morti

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In Spagna superata la soglia dei 30 mila contagi, in Germania oltre 25 mila - Salgono le vittime negli USA, in Olanda e in Iran - Negativo il primo test su Angela Merkel - TUTTI GLI AGGIORNAMENTI

Nel mondo più di 350 mila casi, 100 mila guariti e 15 mila morti
© EPA/Peter Foley

Nel mondo più di 350 mila casi, 100 mila guariti e 15 mila morti

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(Aggiornato alle 16.50) Il numero di casi di coronavirus nel mondo ha superato quota 350 mila: lo riporta l’ultimo bollettino diffuso dalla Johns Hopkins University, secondo cui le persone guarite sono ora 100.182. Per l’esattezza, i contagi hanno raggiunto le 350.536 unità. Finora i morti sono 15.328.

Nel mondo più di 350 mila casi, 100 mila guariti e 15 mila morti

Negativo il primo test su Angela Merkel

Il primo test sul coronavirus a cui si è sottoposta Angela Merkel è negativo. Lo rende noto il portavoce Steffen Seibert. Il portavoce aggiunge che in precedenza la cancelliera ha preso parte alla riunione del governo per via telefonica.

Aumentano i casi a Malta
Ha superato quota cento il conteggio delle positività al coronavirus accertate a Malta. Nel bollettino quotidiano la Sovrintendente alla Salute pubblica Charmaine Gauci ha specificato che da ieri sono stati individuati 17 nuovi casi, portando così il totale a 107 su 3’099 test eseguiti su una popolazione complessiva di circa 500 mila abitanti. Dieci dei nuovi contagiati avevano viaggiato all’estero, gli altri 7 sono risultati contagi locali. Gauci ha specificato che la grandissima maggioranza dei pazienti presenta «sintomi lievi o nulli» e comunque sono «tutti in condizioni stabili», compreso l’unico grave, un uomo di 61 anni ricoverato in terapia intensiva per una polmonite. Da oggi sull’arcipelago è stata ordinata la chiusura di tutti gli esercizi commerciali e dei servizi non privati, ma non c’è ancora la quarantena obbligatoria generalizzata.

Tentato attacco informatico agli ospedali spagnoli

La polizia nazionale spagnola ha lanciato un allarme per «l’invio massiccio di e-mail al personale sanitario» che contengono «un virus pericoloso» che mira ad «attaccare tutto il sistema informatico degli ospedali». Ne dà notizia El Pais online.

Si aggrava la situazione in Olanda

In Olanda nelle ultime 24 ore sono morte 34 persone per coronavirus, mentre 545 sono risultate positive. Sono gli ultimi dati aggiornati dalle autorità olandesi che precisano che i contagi sono in totale 4.749, i decessi 213 e le persone ricoverate in ospedale 1.230. L’età dei morti è compresa tra 55 e 97 anni, mentre l’età media al momento dei decessi è di 82 anni. La maggior parte delle persone sottoposte a test positivi vive nella provincia del Brabante Settentrionale, vale a dire 1558 persone. Seguito da Zuid-Holland (647) e Noord-Holland (600).

In Spagna oltre 33 mila contagi e più di 2 mila morti

Aumenta ancora il numero di contagi e vittime da coronavirus in Spagna. Lo riferisce El Pais nel suo ultimo aggiornamento: sono almeno 33.089 in totale, dei quali 2.355 in terapia intensiva. I morti sono 2.182, con un incremento di 462 vittime nelle ultime 24 ore. I contagi in Spagna sono aumentati di 4’517 unità rispetto a ieri, con un incremento del 14%, hanno riferito le autorità sanitarie. Allo stesso tempo «si va riducendo la percentuale dei pazienti in terapia intensiva». Inoltre, ‘oltre il 10% dei contagiati sono stati dimessi», ha spiegato il direttore del centro di coordinamento emergenze del ministero Fernando Simon. «Ma c’è un altro dato che non ci piace: 3.310 operatori sanitari contagiati». Attualmente, i pazienti ancora ammalati sono meno di 27 mila.

Morto un collaboratore del Parlamento europeo

Al Parlamento Ue si registra il primo decesso a causa del coronavirus. «Posso confermare il decesso di un collaboratore esterno a contratto del Parlamento Ue», ha confermato un portavoce dell’Eurocamera esprimendo «profondo rammarico».

La Germania vara un maxipiano: 156 miliardi per sostenere l’economia

Il gabinetto della cancelliera tedesca Angela Merkel ha varato un pacchetto di misure senza precedenti per difendere l’economia dall’impatto del coronavirus: sono previsti, tra l’altro, 156 miliardi di nuovo indebitamento sul bilancio del 2020. Lo ha annunciato il ministro delle Finanze Olaf Scholz in conferenza stampa a Berlino.

Dalla Russia aiuti all’Italia

Sono arrivati in Italia tutti i nove aerei russi con macchinari e specialisti per aiutare a contrastare l’epidemia di Covid-19: lo riferisce il ministero della Difesa russo, ripreso dall’agenzia Interfax. «L’ottavo e il nono aereo da trasporto militare Il-76 delle forze aerospaziali russe con a bordo un gruppo di specialisti militari russi e stazioni mobili per la disinfezione sono arrivati nella base dell’aeronautica italiana a Pratica di Mare», riferisce il dicastero russo.

Mercoledì scatta il lockdown in Nuova Zelanda
La Nuova Zelanda entrerà in lockdown da mercoledì notte per contenere l’epidemia di coronavirus. Lo ha annunciato in un discorso alla nazione la premier Jacinda Ardern, dopo che il numero di contagi nel paese ha superato i 100, 36 nelle ultime 24 ore. Lo riferiscono i media internazionali. Per i prossimi due giorni scuole, aziende e servizi dovranno attrezzarsi per chiudere. Tutti dovranno restare a casa e resteranno attivi solo i servizi essenziali. Il blocco durerà un mese e, se la tendenza dei contagi rallentasse, potrebbe in seguito essere parzialmente attenuato in aree specifiche. «Dico a tutti i neozelandesi: il governo farà tutto il possibile per proteggervi. Ora vi sto chiedendo di fare tutto il possibile per proteggere tutti noi. Kiwi: andate a casa», ha detto la premier: «Al momento abbiamo 102 casi, ma anche l’Italia aveva questo numero una volta, ora il virus ha travolto il loro sistema sanitario e centinaia di persone muoiono ogni giorno», ha avvertito.

In Iran oltre 1800 morti

Altre 127 persone contagiate dal coronavirus sono decedute nelle ultime 24 ore in Iran, portando il totale delle vittime a 1.812. I casi confermati di Covid-19 salgono a 23.049, con 1.411 nuovi contagi in un giorno. I guariti aumentano a 8.376. Lo riferisce il ministero della Salute di Teheran.

In Germania quasi 25mila casi

Il numero dei casi di coronavirus in Germania sfiora le 25mila unità, mentre i morti salgono a quota 94 e finora sono guarite 266 persone: è quanto emerge dall’ultimo bollettino diffuso dalla Johns Hopkins University, secondo cui i contagi accertati sono ora 24.904. Da parte sua, l’istituto Robert Koch ha reso noto nella conferenza stampa quotidiana di stamane che i contagi nel Paese sono saliti a 22.672, con un aumento di 4.062 unità rispetto al giorno precedente, e che i morti sono 86. Le statistiche dell’università americana differiscono da quelle dell’istituto tedesco poiché sono aggiornate a questa mattina mentre quelle del Robert Koch risalgono alla mezzanotte scorsa, quando alcuni Laender non avevano ancora aggiornato i propri conteggi. L’età media dei malati è di 45 anni. La Deutsche Bank chiude oltre 200 filiali in Germania, per contrastare la diffusione del Coronavirus. È quello che ha reso noto lo stesso istituto bancario, secondo la Dpa. Delle 500 filiali resteranno aperte al pubblico circa 290. La banca garantisce inoltre la circolazione della liquidità, disponibile ai punti di prelievo bancomat dei cosiddetti Cash Group, come nei supermercati e ai rifornitori di benzina della Shell.

Aumentano i contagi in Brasile

In Brasile, sono saliti a 25 i morti per coronavirus, mentre sono 1.604 i casi confermati nei 26 Stati e nel Distretto Federale: i dati, comunicati dalle singole segreterie della Sanità statali, sono stati aggiornati la notte scorsa dal ministero della Sanità. La maggioranza delle vittime, 22, si concentra a San Paolo, mentre gli altri tre decessi si sono verificati a Rio de Janeiro. Sabato sera anche Roraima ha registrato i primi due casi, diventando l’ultimo Stato, in ordine di tempo, ad aver confermato casi della malattia nel Paese. Ieri, Bahia ha confermato 55 casi, mentre Parà ha registrato un aumento di due casi. In Amazonas, il numero di casi confermati è passato da 11 a 26. A Minas Gerais, il numero di casi confermati ha raggiunto 83. Nel Distretto Federale, ci sono 131 casi. Nel Cearà, infine, il numero è balzato a 125.

In Africa colpiti 43 Paesi su 54
Sono ormai 43 su 54 i Paesi in cui sono stati registrati casi di coronavirus in Africa, dove per ora si contano 1’436 contagi e 46 decessi (concentrati in 10 Stati). È quanto emerge da un post dell’account Facebook di Africa Cdc (Africa Centres for Disease Control and Prevention), l’istituzione tecnica dell’Unione africana che sostiene i sistemi sanitari nazionali del continente nero nella lotta alle malattie. I Paesi africani con oltre 100 casi di Covid-19, almeno secondo Africa Cdc, sono Egitto (327 e 14 decessi), Sudafrica (274 e nessun morto), Algeria (201 e 15 morti) e Marocco (115 e 4 morti).

Quasi 5 mila operatori sanitari positivi in Italia
In Italia, secondo i dati dell’Istituto superiore di sanità (Iss), dall’inizio dell’epidemia sono 4.824 i professionisti sanitari contagiati dal coronavirus, pari al 9% del totale delle persone contagiate, una percentuale più che doppia rispetto a quella cinese dello studio pubblicato su JAMA (3,8%). La Fondazione Gimbe, teme che il dato sia ampiamente sottostimato. Chiede che i test vengano estesi a tutti i professionisti e operatori sanitari e che vengano forniti strumenti di protezione a chi è impegnato in prima linea contro l’emergenza.

Salgono a 438 i contagi i Russia

Il numero di persone che hanno contratto il coronavirus in Russia è cresciuto fino a 438 nell’ultimo giorno. Lo ha detto il primo ministro russo Mikhail Mishustin. «In Russia la situazione non è così grave come in altri paesi, soprattutto in Europa. Nell’ultimo giorno sono stati registrati 71 casi e 17 persone si sono riprese: un totale di 438 persone sono state contagiate», ha detto Mishustin in un incontro con i vice primi ministri. Il primo ministro russo Mikhail Mishustin ha invitato gli anziani a rimanere a casa e a prendersi cura della loro salute per evitare di contrarre il coronavirus. Nel caso di Mosca, invece, la raccomandazione si è trasformata in un obbligo, contenuto in un’ordinanza del sindaco Serghei Sobyanin, che ha imposto ai moscoviti di età superiore ai 65 anni e a coloro che soffrono di malattie croniche di non uscire di casa dal 26 marzo al 14 aprile e di visitare negozi e farmacie solo quando è assolutamente necessario.

Israele, i casi positivi sono 1.238

Sono saliti oggi a 1’238 gli israeliani positivi al coronavirus. Lo ha reso noto il ministero della sanità secondo cui 24 di essi si trovano in condizioni gravi. Venerdì si è registrato il primo decesso per coronavirus: quello di un uomo di 88 anni affetto anche da altre malattie. Secondo i dati ufficiali, circa 75 mila israeliani si trovano adesso in quarantena. Ma oggi il ministro della sicurezza interna Gilad Erdan ha affermato che le misure cautelative non sono ancora soddisfacenti e che sarebbe necessario, a suo parere, passare ad una chiusura totale del Paese per almeno due settimane.

Scatta il coprifuoco notturno in alcune zone francesi

Sono scattati ieri sera in Francia i primi provvedimenti di coprifuoco notturno, decretati dai prefetti delle Alpi Marittime - nel sud - e di Mulhouse, focolaio nell’estremo est del Paese. Il Prefetto delle Alpi Marittime ha decretato il coprifuoco dalle 22 alle 5 del mattino in tutti i comuni del litorale e in tutti i centri di oltre 10’000 abitanti fino al 31 marzo. Tutti i negozi sono obbligati a chiudere entro le 21:30, pena un’ammenda di almeno 135 euro. Possibili soltanto gli spostamenti per motivi di lavoro con attestato professionale, per motivi familiari inderogabili, assistenza a disabili o bambini, o missioni di interesse pubblico. Il principale centro coinvolto dai provvedimenti è Nizza ma analoghe disposizioni sono state adottate nel Principato di Monaco. Un coprifuoco notturno è stato decretato anche a Mulhouse, il centro più colpito dal coronavirus in Francia, a causa di un raduno di circa 2’000 seguaci di una chiesa evangelica che si sono riuniti nella città l’ultima settimana di febbraio, tornando poi nelle proprie città di residenza e diffondendo il contagio.

Negli USA oltre 32 mila casi, almeno 400 morti

Negli Usa i casi positivi di coronavirus hanno superato quota 32 mila, con almeno 400 morti. Otto gli Stati che hanno ordinato lo ‘stay home’, per un totale di 100 milioni di abitanti, quasi un americano su tre. Il presidente Trump ha annunciato in una conferenza stampa alla Casa Bianca di aver attivato la Guardia nazionale per New York, California e Washington, i tre Stati Usa più colpiti dall’epidemia. Trump ha anche comunicato di aver ordinato alla Fema, la protezione civile Usa, di realizzare urgentemente ospedali di campo per una capacità totale di 4000 posti letto nei tre Stati più colpiti: New York (1000 posti), Washington (1000 posti) e California (2000).

Corea Sud, scendono a 64 i nuovi casi

Sono scesi a 64 i nuovi casi di coronavirus registrati domenica in Corea del Sud, contro i 98 di sabato, portando il totale a 8.961: è il dato più basso da metà febbraio, ha riferito il Korea Centers for Disease Control and Prevention. Il Paese ha rafforzato le regole interne di condotta anticontagio (tra cui la distanza interpersonale) e sulla quarantena per gli arrivi dall’Europa. I decessi sono aumentati a 111. I casi confermati a Daegu e nel Gyeongsang del Nord, i due epicentri sudcoreani dell’infezione, sono saliti rispettivamente a 6.411 e a 1.25

Cina, zero contagi interni e 39 importati

Le restrizioni nell’Hubei sono state via via allentate dopo la visita fatta il 10 marzo a Wuhan dal presidente Xi Jinping, la prima dallo scoppio della crisi. Il problema primario della Cina è diventato ora quello del blocco dell’ondata di ritorno, dei casi di Covid-19 importati dall’estero, saliti a 353. Dei 39 di domenica, 10 fanno capo a Pechino, 10 a Shanghai, sei nella provincia del Fujian e in quella del Guangdong, due nello Shandong e nel Gansu, mentre uno nello Zhejiang, nell’Henan e nella municipalità speciale di Chongqing. Diverse città hanno varato regole stringenti per arginare il fenomeno dei contagi di ritorno, tra cui quelle che vedono da oggi tutti i voli internazionali diretti a Pechino avere uno scalo in uno dei ‘12 punti di ingresso’ designati in altre città per effettuare i controlli medici, prima dell’autorizzazione ad atterrare nella capitale e della successiva quarantena di 14 giorni.

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