Lugano

«Cuore di Cornaredo» stoppato da un ricorso

L'Associazione traffico e ambiente (ATA) si è opposta al Consiglio di Stato in merito alla licenza edilizia al piano di quartiere del comparto B1a - «Il progetto non rispetta la percentuale minima di area verde e i progetti sono molti di più rispetto alle indicazioni del Piano regolatore»
Red. Online
09.06.2026 06:00

L’Associazione traffico e ambiente (ATA) ha inoltrato ricorso al Consiglio di Stato contro la licenza edilizia al piano di quartiere del comparto B1a a Cornaredo.  A renderlo noto è la stessa ATA, specificando di essersi opposta principalmente per due ragioni. «La prima - si spiega - è che il progetto non rispetta la  percentuale minima di area verde fruibile da parte della popolazione prescritta dal Piano regolatore (al minimo il 15% della superficie edificabile del fondo), perché calcola come «verde» il tetto della terrazza soprelevata, che si trova a otto metri di altezza, e piccoli scampoli lungo la strada», si fa sapere. La seconda ragione riguarda invece «l’autorimessa sotterranea, dove sono previsti ben 1.200  posteggi; molti di più rispetto alle indicazioni del Piano regolatore», specifica l’associazione.

Cosa immagina il progetto

Il comparto B1a a Cornaredo è compreso l’area fra il Cinestar e la Cornèr Arena, oggi sede di vari edifici destinati alla demolizione. Al loro posto, così come è previsto da uno dei progetti edilizi più complessi a cui si sta lavorando nel Luganese - definito il «cuore» del Nuovo Quartiere Cornaredo, appunto - si prevede la costruzione di tre case alte, un nodo intermodale e un grande autosilo. Un progetto complesso per la mole dei tre edifici che si intendono costruire (alti fra trenta e sessanta metri) ma anche per le opere di interesse pubblico che i promotori intendono realizzare (capofila è la società Res Building SA, assieme alle AIL): un nodo intermodale del trasporto pubblico che servirà sia i bus, sia un futuro - e al momento ipotetico - prolungamento della rete tram-treno fino a Cornaredo, e un grande autosilo da centinaia e centinaia di posti, destinato in parte a Park&Ride, in parte ai nuovi edifici, e in parte a uso pubblico del quartiere.

Il perché del ricorso

Con questo ricorso ATA sottolinea di voler far riflettere «su una semplice verità, vale a dire che la riduzione dei  posteggi a disposizione è la misura principale per ottenere un cambiamento nella distribuzione modale degli spostamenti, verso meno trasporto individuale motorizzato e più trasporto pubblico/mobilità dolce e che tale cambiamento è indispensabile per potersi muovere e vivere con qualità in una città che d’altra parte fa molti sforzi per mettere a disposizione un buon servizio pubblico (ostacolato solo dai frequenti ingorghi)».