"Ho sempre detto la verità"

Al via il processo a Bari a Gianpaolo Tarantini - Prima a parlare l'escort Patrizia D'Addario
Ats
27.11.2014 15:55

BARI - "Ho sempre raccontato la verità non ho problemi a farmi riprendermi dalle tv". Sono le prime parole della escort barese Patrizia D'Addario che sta deponendo al processo in corso dinanzi al Tribunale di Bari a sette persone - tra cui Gianpaolo Tarantini e Sabina Beganovic (in arte Began), la cosiddetta 'ape regina' delle feste organizzate dal Cavaliere - accusate di aver portato 26 donne, alcune delle quali escort, nelle residenze dell'allora capo del governo italiano Silvio Berlusconi.

Agli imputati si contesta a vario titolo l'associazione per delinquere finalizzata allo sfruttamento, favoreggiamento e induzione della prostituzione. La vicenda è quella dei festini organizzati nelle case dell'allora premier tra il 2008 e il 2009. Look total black (tailleur nero su t shirt nera) e trucco marcato, D'Addario ha appena cominciato a rispondere alle domande delle parti, così come faranno le altre testimoni citate all'udienza: Chiara Guicciardi e Barbara Montereale.

La 47enne escort barese, durante le indagini, disse di aver partecipato, su richiesta di Gianpaolo Tarantini, a due incontri nella residenza romana dell'allora capo del governo: la prima il 26 ottobre 2008 durante la quale, "nonostante le pressioni di Gianpaolo e del Presidente", D'Addario rifiutò di trattenersi "oltre la cena". La seconda, il 4 novembre 2008, la donna accettò di trascorrere la notte "da sola" con Berlusconi.

"Per tutta la notte - raccontò - mi sono intrattenuta con lui, consumando sia rapporti intimi che parlando ininterrottamente, nonostante io avessi sonno. Quella notte ricevetti la promessa di un suo interessamento per risolvere la mia questione edilizia a Bari (la costruzione di un residence, ndr), senza che io gli avessi in alcun modo accennato, poiché lui evidentemente era già informato". Ma del residence, Berlusconi non si è mai interessato, fatto questo che portò D'Addario a denunciare sulla stampa lo scandalo a luci rosse.