Droga, l’Europa lancia l’allarme: sostanze più potenti, overdose e criminalità in aumento

L’Europa si trova di fronte a un panorama della droga sempre più complesso e pericoloso. È quanto emerge dalla Relazione europea sulla droga 2026 dell’Agenzia dell’Unione europea sulle droghe (EUDA) pubblicata oggi, secondo cui l’ampia disponibilità di sostanze sempre più potenti e diversificate sta aumentando i rischi per la salute pubblica e mettendo sotto pressione i sistemi sanitari e le forze dell’ordine. Nel 2025 sono state individuate ben 50 nuove sostanze psicoattive, portando a oltre il migliaio quelle monitorate dall’EUDA. A suscitare particolare preoccupazione sono i nuovi oppioidi sintetici, spesso associati a overdose mortali. Per quanto riguarda, invece, le nuove sfide per la prevenzione l’Agenzia ha riscontrato il policonsumo, così come l’uso di e-cig come veicolo per gli stupefacenti.
Criminalità e traffici sempre più sofisticati
Ma i problemi relativi alle droghe vanno oltre a quelli sanitari: il rapporto sottolinea infatti il crescente impatto degli stupefacenti sulla sicurezza. In questo senso, a preoccupare particolarmente sono i continui reclutamenti di giovani vulnerabili da parte delle organizzazioni criminali, ma anche il continuo ricorso alla violenza per il controllo del mercato.
A tutto ciò va anche aggiunto il continuo adattamento delle strategie da parte dei trafficanti. Se un tempo si prediligevano i porti commerciali di grandi dimensioni, oggi vengono utilizzati maggiormente gli scali minori, i trasferimenti in mare tramite piccole imbarcazioni veloci, l’uso di droni se non addirittura sommergibili. Tecniche che rendono più difficile il lavoro di polizia e dogane.
Cannabis, più diffusa e più potente
E a continuare a dominare la scena europea c’è la cannabis, lo stupefacente maggiormente consumato in Europa. Nell’ultimo anno si stima sia stato consumato da quasi 25 milioni di adulti. In questo senso, a preoccupare l’EUDA è l’arrivo sul mercato di marijuana ad alta concentrazione di THC proveniente da oltreoceano, in particolare da USA e Canada.
Timori in crescita anche per i prodotti adulterati con cannabinoidi sintetici e per la diffusione di estratti e alimenti contenenti cannabis, considerati più difficili da controllare e potenzialmente più rischiosi per la salute.
Per quanto riguarda i sequestri, nel 2025 nei porti di Rotterdam (Olanda) e Anversa (Belgio) sono stati sequestrate circa 21 tonnellate.
Oppioidi sintetici, il pericolo numero uno
La principale causa di morte per overdose nel Vecchio Continente va però ricondotta all’uso di oppioidi. Solo nel 2024 i decessi a loro legati a sono stati 7.600 nell’Ue, spesso consumati assieme ad altri stupefacenti. Un’attenzione particolare, in questo senso, è rivolta ai nitazeni e ad altri nuovi oppioidi sintetici estremamente potenti.
Lo scorso anno sono state identificate sette nuove molecole e sono aumentati i sequestri di farmaci contraffatti contenenti queste sostanze. In diversi Paesi europei si teme quindi che tali prodotti possano raggiungere anche consumatori privi di esperienza con gli oppioidi, compresi i giovani.
Cocaina, consumi elevati e boom del crack
Se la cannabis è la più consumata a livello europeo, la cocaina resta però la sostanza stupefacente più diffusa. Sempre stando al rapporto EUDA, circa 4,3 milioni di persone ne hanno fatto uso nell’ultimo anno. Un dato confermato anche dall’analisi delle acque reflue che mostrano un aumento dei residui in oltre la metà delle città monitorate.
A crescere di pari paso ci sono anche le richieste di trattamento sanitario e il numero di decessi ad essa correlati.
Ma la preoccupazione maggiore è dovuta alla diffusione crescente del crack, in particolare nelle arre urbane e tra le fasce sociali più fragili. E anche se i sequestri sono in calo, i trafficanti sembrano puntare maggiormente su spedizioni più piccole e frammentate per eludere i controlli.
Ketamina, da farmaco a droga sempre più diffusa
Cocaina, oppioidi e cannabis. Ma non solo. Anche la ketamina sta ricoprendo un ruolo sempre più centrale nel mercato europeo delle droghe. Anche se ancora molto meno diffusa delle altre sostanze sopracitate, il suo consumo è in chiaro aumento, in particolare nei contesti giovanili e della vita notturna. Un consumo che comporta non pochi rischi per la salute, che vanno dalle intossicazioni acute a danni permanenti alla vescica in caso di uso prolungato.
Secondo l’EUDA, gran parte di questo stupefacente presente sul mercato illegale europeo deriva da produzioni farmaceutiche legali successivamente deviate verso circuiti criminali.
La risposta europea
Di fronte a un mercato in continua evoluzione, Bruxelles punta quindi a rafforzare la cooperazione tra Stati, il monitoraggio delle nuove sostanze e le misure di prevenzione. L’EUDA sottolinea tuttavia che, senza investimenti costanti nella cura delle dipendenze, nella riduzione del danno e nel reinserimento sociale, sarà difficile contrastare efficacemente fenomeni che stanno diventando sempre più complessi e globalizzati.
