Terzo binario: dietro il maxiappalto c'è l'unione delle forze

L’unione delle forze è indispensabile di fronte ad una sfida così rilevante anche per delle imprese ticinesi che hanno già una struttura rodata per eseguire dei lavori di una certa importanza. Sì perché il progetto del terzo binario, con relativa fermata in piazza Indipendenza a Bellinzona, è una delle opere strategiche della Città dei prossimi decenni. Ecco pertanto che quattro ditte attive a Sud delle Alpi - come abbiamo anticipato lo scorso 22 maggio - si sono messe assieme nel consorzio che si è aggiudicato la maxicommessa da 101,7 milioni di franchi per le opere da impresario costruttore.
Onore ed oneri
Le imprese che ne fanno parte sono la Mancini & Marti di Castione, la Ennio Ferrari di Lodrino, la Pizzarotti di Bellinzona e la Muttoni. Ognuna con le sue competenze e, soprattutto, forte eccome delle esperienze maturate in decenni e decenni di attività sui cantieri più importanti a Sud delle Alpi e non solo. A servizio, ora, del terzo binario. L’attesa opera da oltre 200 milioni di franchi tra la Turrita e Giubiasco (al ponte Isolabella) rivoluzionerà la viabilità ferroviaria regionale con cadenza ogni 15 minuti tra la capitale e Locarno. Se non dovesse essere inoltrato ricorso contro la maxicommessa al Tribunale amministrativo federale di San Gallo, i lavori potrebbero iniziare nella primavera 2027 come riprogrammato dalle Ferrovie a seguito delle lungaggini alle quali è andato incontro il dossier. Il cantiere si concluderebbe a fine 2033, come vi abbiamo riferito lo scorso 28 febbraio.
I vari compiti
L’appalto vinto dal consorzio, ricordiamo, comprende diverse mansioni. In primo luogo la costruzione del marciapiede e il prolungo di quello attuale alla stazione cittadina; secondariamente l’allargamento del sottopasso «Daro» tramite demolizione parziale del sottopasso ferroviario esistente e realizzazione di quello nuovo a fianco; poi la costruzione della galleria ferroviaria «Svitto 2» sotto il castello Montebello (e di quella artificiale «Dragonato») e della fermata in piazza Indipendenza nonché del binario lungo 1,6 chilometri. Infine, tra l’altro, l’allargamento di ulteriori sottopassi, la realizzazione di ripari fonici (auspicati dai confinanti), la demolizione e ricostruzione del deposito della palestra della scuola elementare Sud e «la costruzione e successiva demolizione» di un istituto scolastico provvisorio.






