Comune unito di Verzasca: confermate le nozze nel 2020

VALLE VERZSASCA - È confermato: l’unione tra Brione Verzasca, Corippo, Frasco, Sonogno, Vogorno e i territori in valle di Cugnasco-Gerra e Lavertezzo avrà luogo domenica 5 aprile 2020. Dopo il plebiscito popolare dello scorso giugno – con l’84% dei consensi espressi in votazione consultiva – e la benedizione del Governo, oggi l’aggregazione dei Comuni della valle Verzasca ha ottenuto anche il benestare del Gran Consiglio. Con 82 voti favorevoli, 0 contrari e 1 astensione, il Parlamento ha infatti approvato il matrimonio a sette. Unione che, come detto, si concretizzerà in concomitanza con le elezioni previste nel 2020. Restano, dunque, un anno e cinque mesi per l’allestimento di quanto necessario all’istituzione del Comune unico denominato Verzasca. La nuova entità locale conterà circa 900 abitanti e avrà una superficie di 219 chilometri quadrati, con sede amministrativa a Vogorno. «Confinante su quattro distretti – Bellinzona, Leventina, Riviera e Vallemaggia – il futuro paese unito di Verzasca sarà il nuovo cuore del Canton Ticino», ha sottolineato il consigliere di Stato Norman Gobbi. Sarà gestito da cinque membri di Municipio e da venti consiglieri comunali. A proposito di gestione, il Parlamento ha confermato anche gli aiuti finanziari pari a 18,3 milioni di franchi. Di cui 11 milioni quale contributo di risanamento dei sette Comuni aggregandi, comprensivo degli indennizzi per la cessione dei territori in valle di Lavertezzo e Cugnasco-Gerra. Altri 2,4 milioni saranno destinati alla costruzione della nuova palestra presso il centro scolastico di Brione, mentre 2 milioni andranno a sostegno di investimenti per lo sviluppo socioeconomico e territoriale di valenza regionale. Tutto questo permetterà al futuro Comune Verzasca di partire con una situazione finanziaria «equilibrata e sostenibile», come sottolineato durante la seduta del Parlamento. Il moltiplicatore inizialmente sarà fissato al 95%, con una gestione corrente in attivo di circa 140.000 franchi e il capitale proprio pari a 1 milione, mentre il debito pubblico pro capite sarà di 2.000 franchi (inferiore alla media cantonale). Il progetto di aggregazione, lo ricordiamo, è sostanzialmente un aggiornamento di quello proposto e contrastato cinque anni fa. Quest’ultimo, infatti, aveva ottenuto il 14 aprile 2013 circa il 70% dei favori in votazione consultiva, ma a seguito di un ricorso presentato da Lavertezzo (contrario alla separazione coatta del proprio territorio), il Tribunale federale aveva annullato il 25 agosto 2015 il decreto che istituiva il nuovo Comune. La decisione era stata motivata dall’assenza – nella Legge cantonale sulle aggregazioni e separazioni dei Comuni – di una base legale che permettesse la separazione coatta di parti di territorio da un paese. Legge in seguito modificata, permettendo così di riattivare nel 2016 il processo di fusione in Verzasca. L’unione dei Comuni della valle, come è stato ribadito durante la seduta del Gran Consiglio, «risponde pienamente agli obiettivi indicati nel progetto di Piano cantonale delle aggregazioni (PCA)». Unione che, va detto, porterà – con lo scorporo dei propri territori in valle – anche alla “(ri)nascita” sul Piano dei paesi di Cugnasco-Gerra e Lavertezzo.
Alla seduta del Gran Consiglio erano presenti i sindaci e le autorità comunali, ma anche gli allievi delle scuole di Verzasca.